Dal mondo / Medioriente

Commenta Stampa

Iraq: iniziata una campagna contro i gay


Iraq: iniziata una campagna contro i gay
09/04/2009, 12:04

L'Iraq negli ultimi tempi sta conoscendo una relativa libertà. Il che ha permesso ad alcuni gruppi, che finora si tenevano nascosti, di uscire fuori. Ma per i gay questa è stata una pessima idea: nel solo quartiere di Sadr City, a Baghdad, ne sono stati uccisi 25 negli ultimi due mesi. Di solito in maniera sbrigativa, con uno o più colpi di armi da fuoco; ma nella maggior parte dei casi l'assassino si è fermato a "bollare" il cadavere conla parola "pervertito" tatuata con un coltello. Ma non si tratta di casi isolati, bensì di ordini politici. Infatti la polizia irachena ha ricevuto l'ordine di ripulire le strade da mendicanti e gay, dato che l'Iraq resta un Paese conservatore, bigotto e culturalmente chiuso, anche se magari si vede qualche gonna più corta o qualche donna senza il velo. Per esmepio, nel 2005 l'ayatollah Al Sistani emanò un decreto nel quale diceva che gay e lesbiche andavano uccisi, nel modo più cruento. E anche gli uomini di Moqtada al Sadr non la pensano diversamente, dato che spesso nelle preghiere del venerdì si sente inveire contro gli omosessuali, con espressioni come: "La comunità dovrebbe essere purificata da comportamenti criminali come furti, menzogne e effemminatezza". Ma i gay devono temere anche i loro stessi parenti, che spesso decidono di ammazzarli, in quanto per gli iracheni, un gay disonora se stesso, la sua famiglia e il suo clan.
Insomma, tutto il mondo è Paese: qui spesso i gay vengono picchiati o insultati; lì cercano direttamente di ammazzarli.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©