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Liste con i numeri al posto dei nomi, numeri truccati

Iraq: si grida al successo, per le votazioni, ma è una truffa


Iraq: si grida al successo, per le votazioni, ma è una truffa
08/03/2010, 12:03

BAGHDAD (IRAQ) - C'è da sperare che la farsa sia finita e che non venga ripetuta troppo spesso, per non mettere troppo in pericolo la popolazione civile. Mi riferisco al voto amministrativo in Iraq, per l'elezione dei sindaci di diverse città. Come sempre, non sono stati ammessi osservatori neutrali, perchè a garantire la legittimità del voto ci ha pensato l'esercito americano. E così, per esempio, si è scoperto che sulle liste elettorali non c'era neanche il nome dei candidati. Solo un numero, ognuno dei quali rappresentava il candidato. Per votare si è anche fatto a meno di penne e matite: l'incaricato del seggio spennellava dell'inchiostro sul dito dell'elettore o elettrice, che andava nella cabina elettorale e con quel dito tracciava la croce sul numero prescelto. Ma anche l'affluenza, che ovunque è stata definita alta, in realtà è stata minima. Certo, i dati ufficiali parlano di affluenze dell'80-90%, ma sulla base di quali registri? Non c'è un censimento della popolazione irachena da prima dell'invasione statunitense. Come si fa a dire chi vive dove? E tra l'altro lo dimostra anche la modalità di usare l'inchiostro sulle dita per impedire alla gente di votare. Se ci fosse un censimento, basterebbe fare come in Italia: ognuno va nel proprio seggio, col documento di identità ed è fatta.
SI tratta in realtà solo di un altro atto di propaganda filo-americana, che i nostri quotidiani appoggiano tutti indistintamente. Infatti, è bene ricordare che non ci sono giornalisti in Iraq, se non gli "embedded", cioè quelli che si limitano a riportare i comunicati dell'esercito USA come se fossero notizie vere

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di Antonio Rispoli
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