Dal mondo / Medioriente

Commenta Stampa

Sotto accusa, le somme della cooperazione internazionale

Israele accusa: "L'Ue finanzia il terrorismo palestinese"


Israele accusa: 'L'Ue finanzia il terrorismo palestinese'
08/09/2011, 17:09

TEL AVIV (ISRAELE) - Ancora una volta, i media israeliani (e non solo) mettono sotto accusa i governi europei. La loro colpa? Offrire aiuti umanitari ai palestinesi, sotto forma anche di denaro, che vengono usati per i familiari di coloro che stanno in carcere in Israele o che sono stati uccisi dai soldati con la stella di David. E così si accusa l'Anutorità nazionale palestinese di versare a queste persone ben il 3,5% del totale degli aiuti internazionali. Questo permette di versare ai parenti dei palestinesi uccisi o imprigionati dagli israeliani in media una somma di oltre 3000 shekel a famiglia, quando un impiegato pubblico prende poco più di 2000 shekel.
Si vede che gli israeliani vogliono che, quando ammazzano qualche civile palestinese o quando arrestano persone che poi non ritornano più a casa, muoiano anche le rispettive famiglie di fame.
I principali "colpevoli"? La Svezia o la Gran Bretagna (86 milioni di sterline all'anno quest'ultima, secondo il Daily Mail). Ma si parla di milioni di euro anche per l'intera Unione Europea, che vengono dati come aiuti internazionali.
Ma in realtà queste sono solo schermaglie mediatiche. Innazitutto perchè è normale in qualsiasi Stato assistere le famiglie che non hanno autonome forme di reddito. E se consideriamo che più volte esponenti del governo israeliano hanno detto che i palestinesi sono tutti terroristi, ad ascoltare loro si dovrebbero lasciar morire di fame tutti gli abitanti della zona che non professano la religione ebraica. Seconda cosa, la vera posta in palio è per il 20 settembre, data in cui l'Onu potrebbe riconoscere la Palestina come "Stato osservatore senza diritto di voto" e non più come "ente". Non è semantica: come "Stato", può appellarsi a numerose convenzioni che ora sono precluse, a cominciare da quella che consente all'Onu di intervenire militarmente contro un altro Stato aggressore.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©