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Resta il blocco navale e terrestre, e Gaza resta prigioniera

"Israele allenta blocco". Ma è la solita falsa notizia


'Israele allenta blocco'. Ma è la solita falsa notizia
17/06/2010, 10:06

TEL AVIV (ISRAELE) - Il gabinetto di sicurezza del governo israeliano (un organismo che comprende i Ministri legati alla preparazione e all'esecuzione dei piani di guerra, circa la metà del governo) ha annunciato che presto provvederà al ritiro della lista di beni di cui attualmente è prevista l'autorizzazione all'ingresso nella striscia di Gaza (sono circa una cinquantina di prodotti, tutti alimentari) e la sostituzione con una nuova lista di 120 prodotti vietati, mentre tutto il resto verrebbe ammesso. Inoltre il governo di Tel Aviv ha annunciato che potrebbe dare il via ad alcuni progetti Onu (scuole ed altri edifici per i rifugiati palestinesi).
Questi sono gli annunci e le dichiarazioni ufficiali, ma i dubbi rimangono. Innanzitutto perchè rimane il blocco, sia quello terrestre, formato da un muro che chiude la Striscia di Gaza, ben presidiato da soldati liberi di sparare sui civili palestinesi a piacimento; sia quello via mare, dove le motovedette israeliane fermeranno con azioni di pirateria e di guerra qualsiasi imbarcazione si avvicinasse a meno di 50 miglia dalle coste israeliane (il limite territoriale è 12 miglia). Inoltre tra i prodotti vietati ci sono tubature, cemento e ghiaia, materiali base per costruire qualsiasi abitazione. Ma per Israele, consentire l'accesso di questi prodotti significa permettere ai palestinesi di creare missili (con le tubature) e bunker (cemento e ghiaia) per Hamas. E così noi abbiamo ancora decine di migliaia di persone che ebbero l'abitazione distrutta dai bombardamenti israeliani nel 2009, durante l'operazione Piombo Fuso, che costò la vita a oltre 1500 civili palestinesi, e che non hanno trovato nulla con cui crearsi una abitazione; e che continueranno a non averne una perchè spetta ai capricci di Israele decidere se uno può dormire con un tetto sulla testa o no. Spetta ai capricci di Israele se uno può mangiare o no. E soprattutto spetta ai capricci di Israele decidere se un bambino, una donna, un anziano palestinese la sera di ogni giorno sarà vivo per poter guardare il sole che tramonta

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di Antonio Rispoli
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