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Israele, Ariel Sharon in coma dal 2006

I progetti dell'ex premier restano incompiuti

Israele, Ariel Sharon in coma dal 2006
04/01/2011, 15:01

TEL AVIV - Il 4 gennaio del 2006 l'allora premier Ariel Sharon fu colpito da un grave ictus cerebrale e ricoverato d'urgenza in un ospedale di Gerusalemme. A distanza di anni l’ex politico versa in un coma che i medici definiscono irreversibile. Il drammatico episodio seguiva mesi di intensa attività politica per il coriaceo primo ministro, che allora aveva 77 anni. D'estate aveva guidato con polso lo sgombero di ottomila coloni dalla striscia di Gaza. A settembre era uscito dal Likud, il partito in cui aveva militato per decenni, che lo contestava per il ritiro unilaterale da Gaza. E a dicembre, assieme con il laburista Shimon Peres, aveva dato vita a una nuova formazione centrista, 'Kadima'. Nei primi sondaggi il partito sembrava lanciato verso la conquista di un terzo della Knesset, 40 seggi. Ma il 18 dicembre la forte fibra di Sharon si incrinò. In seguito a un malore ("un leggero ictus") fu ricoverato in ospedale e due giorni dopo fu dimesso. Per il 4 gennaio era fissato un intervento chirurgico – l’otturazione di un foro congenito nell'atrio del cuore - e Sharon consegnò i poteri al suo vice, Ehud Olmert. La sera prima dell'intervento sopravvenne però il secondo ictus, da cui non si è più ripreso. Da alcuni anni Sharon è ricoverato, in totale isolamento, nell'ospedale Tel ha-Shomer di Tel Aviv. Respira in maniera autonoma, tiene gli occhi aperti, ogni tanto sembra stringere la mano a persone che forse riconosce. Le sue condizioni sono stazionarie ed i figli vorrebbero ora trasferirlo nella sua residenza, nel ranch dei Sicomori, nel Neghev. I grandi progetti sui quali Sharon lavorava negli ultimi mesi di attività sono rimasti incompiuti.

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di Tiziana Casciaro
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