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Israele cerca di rifarsi la reputazione nel mondo


Israele cerca di rifarsi la reputazione nel mondo
24/02/2009, 13:02

Negli ultimi giorni ci sono stati episodi significativi, di quello che nel mondo si pensa di Israele. Per esempio, in Dubai si è inizialmente bloccato l'accesso nel Paese ad una tennista israeliana (poi la si è ammessa dopo le reazioni della WTA); sono sempre più i Paesi dove ci si rifiuta di proiettare nei cinema o di trasmettere in TV film come Schindler's List. L'ultimo ha riguardato Leonardo Di Caprio: è bastato che Al Arabiya trasmettesse un servizio in cui mostrava l'attore con la modella Bar Rafeli (nota esponente sionista, quando non sfila), per scatenare un'ondata di e-mail di protesta contro l'attore americano, quando non addirittura e-mail di insulti. Segno evidente che l'atteggiamento che sta assumendo il governo di Tel Aviv nei confronti dei suoi vicini, ormai ha rotto le scatole a tutti, per usare un eufemismo.
E così si passa alle contromisure di Tel Aviv: intensificare la propaganda pubblicitaria per rendersi simpatici all'estero. Cosa che già abitualmente fanno tutti quegli israeliani che vanno all'estero per lavoro: scrittori, uomini d'affari, sportivi, modelli/e. Vengono pagati degli extra dal governo a queste persone affinchè facciano propaganda politica per Israele. Ma pare abbiano ingaggiato per questo scopo anche Lothar Matthaeus, ex centrocampista dell'Amburgo e dell'Inter e nella nazionale di calcio tedesca e da molti anni allenatore del Maccabi Netanuya. L'allenatore verrà ingaggiato per andare alla Fiera del Libro di Berlino, per firmare autografi, palleggiare con i visitatori dello stand con la stella di David e ricordare che Israele è un Paese sicuro.
Cosa vera, se non sei un arabo.

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di Antonio Rispoli
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