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Chi mostrerà segni di tristezza andrà in prigione

Israele: i palestinesi dovranno essere felici per legge


Israele: i palestinesi dovranno essere felici per legge
08/04/2010, 15:04

TEL AVIV (ISRAELE) - Quei pochi palestinesi che vivono ancora entro i confini israeliani, secondo i mass media occidentali, sono la dimostrazione che Israele è uno Stato aperto e tollerante. Chissà se resterebbero della stessa idea dopo avere letto una legge, approvata in fretta e furia alla Knesset (il parlamento israeliano, ndr) che stabilisce la galera per quei palestinesi che il prossimo 15 maggio "mostrassero sul volto segni di tristezza". Avete letto bene: quel giorno i palestinesi, se non vorranno finire in galera, dovranno andare in giro con un sorriso ebete stampato in faccia.
Questo perchè il 15 maggio è una data dal duplice risvolto: per gli ebrei israeliani è una data di festa, perchè in quel giorno del 1948 nasce ufficialmente lo Stato israeliano; ma per i palestinesi è una data triste, la Nakba (termine arabo che significa "catastrofe"), cioè il giorno in cui centinaia di migliaia di palestinesi si trovarono la casa invasa da soldati inglesi che armi in pugno li costrinsero a lasciare le case che occupavano da generazioni nel giro di poche decine di minuti, senza poter neanche prendere vestiti ed effetti personali. Quelle sarebbero state le case da dare ai nuovi arrivati ebrei.
Ma la cosa più grave di questa legge è la motivazione. Infatti c'è scritto espressamente che essere tristi quel giorno significa "negare il carattere ebraico di Israele". In pratica è un provvedimento legislativo che attesta che Israele è uno Stato estremista ebraico, esattamente come l'Afghanistan dei talebani era uno Stato estremista musulmano. E dov'è la libertà, in uno Stato estremista?

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di Antonio Rispoli
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