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Israele, liberati i sei italiani


Israele, liberati i sei italiani
03/06/2010, 09:06


TEL AVIV - Tutti a casa, tranne i morti. Ci sono voluti due giorni di tempo e lo spettro dell’isolamento, ma alla fine Israele si è inchinato alle pressioni internazionali e ha deciso di chiudere la partita dei rimpatri in poche ore: con il rilascio dei circa 600 attivisti stranieri detenuti fin dal sanguinoso blitz di lunedì contro la flottiglia filo-palestinese in navigazione verso la Striscia di Gaza, italiani compresi. Per i nostri connazionali si è trattato di un incubo lungo 56 ore. Dal momento del sanguinoso blitz degli «uomini rana» della marina israeliana contro la Freedom Flotilla, intorno alle 4 del mattino di lunedì, fino alla liberazione, ieri, poco dopo le 11 dal carcere di Beer Sheeva, dove hanno trascorso la notte. I sei attivisti italiani - Angela Lano, Marcello Faraggi, Giuseppe Fallisi, Manolo Luppichini, Manuel Zani e Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin - hanno potuto riassaporare la libertà grazie all’espulsione immediata, senza passare per le vie giudiziarie, decisa in tarda serata dal gabinetto di sicurezza israeliano per tutti i 650 pacifisti fermati. Ma i nostri connazionali non voleranno subito verso l’Italia. Partiranno da Israele questai mattina, «entro le 9». Da Tel Aviv, i connazionali raggiungeranno Istanbul, da dove poi rientreranno in Italia. La partenza era inizialmente prevista per ieri sera ma vi sono state, riferiscono le stesse fonti, «alcune difficoltà per l’imbarco di feriti, soprattutto turchi», che hanno ritardato la partenza dei voli speciali da Israele.
Tutti liberi, comunque. Inclusi anche quei 50 turchi che in un primo momento avevano rischiato di finire sotto processo per la reazione violenta all’assalto della Mavi Marmara, teatro della strage. Ma che poi hanno firmato un provvedimento amministrativo di espulsione. Sono stati loro, i primi, a lasciare il carcere nella notte. Quindi, è stato il turno di altri 126. Per il premier Benjamin Netanyahu, assediato da un pressing internazionale, si è trattato di una mossa a dir poco obbligata. «Particolarmente grato al governo israeliano per la collaborazione offerta», si è detto il ministro degli Esteri Frattini.

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di Redazione
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