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Potrebbe essere necessario l'aiuto degli arabi

Israele: Netanyahu alla pari con Gantz, ma sconfitto alle elezioni


Israele: Netanyahu alla pari con Gantz, ma sconfitto alle elezioni
18/09/2019, 09:01

TEL AVIV (ISRAELE) - Lo spoglio delle schede non è ancora concluso, ma i risultati sono chiari. E se possibile, sono peggiori di qualsiasi scenario immaginabile fino a ieri. Infatti, il premier uscente Benjamin Netanyahu ha perso altri tre seggi rispetto ad aprile, arrivando a 32; la sua coalizione ne ha 55. Il suo principale avversario, l'ex generale Benny Gantz ha 35 seggi e la sua coalizione ha 59 seggi. Nessuno dei due può arrivare ai 61 seggi che costituiscono la maggioranza della Knesset, il Parlamento monocamerale di Israele. Ma Netanyahu ha sfruttato tutte le sue possibilità di formare un governo ad aprile. Adesso può solo riproporre gli stessi schemi con partiti che, politicamente, gli sono molto più che ostili. Qualche possibilità in più potrebbe averla Gantz, visto che gli mancano solo due voti; ma lui e i suoi alleati sono poco propensi ad accogliere i partiti religiosi e dei coloni, che sono i più estremisti. 

Per questo l'ago della bilancia potrebbe essere la coalizione di partiti arabi, che ha conquistato 12 seggi. Da notare che dal 1948 i partiti arabi sono sempre stati tenuti fuori dal governo, indipendentemente da chi fosse il premier e da quale partito vincesse le elezioni. E invece questa volta Netanyahu e Gantz potrebbero essere costretti ad andare da loro col cappello in mano e fare concessioni, per formare un governo. La cui vita non è detto che duri: entrambi i leader in campagna elettorale hanno promesso di aumentare gli insediamenti ebraici in Cisgiordania. E quella è la prima promessa che si dovrebbero rimangiare pubblicamente. 

In ogni caso, Netanyahu sembra essere finito. In politica non bisogna mai dire mai, ma lui non è stato solo sconfitto alle elezioni, ha anche un processo che partirà tra poche settimane per corruzione. Poteva cavarsela conuna vittoria che gli permettesse di far passare una legge che gli garantisse l'immunità, ma a questo punto l'ipotesi appare disperata. 

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di Antonio Rispoli
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