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ISRAELE: OFFESE ED ATTACCHI A GIORNALISTI NON ALLINEATI


ISRAELE: OFFESE ED ATTACCHI A GIORNALISTI NON ALLINEATI
12/01/2009, 14:01

DI solito, quando si parla di Israele, la si definisce "l'unica democrazia del Medio Oriente" o con espressioni similari. Ma a guardare certi episodi, c'è da dubitare della giustezza di questa definizione. Infatti negli ultimi giorni si sono moltiplicati attacchi ed offese organizzati verso quei pochissimi giornalisti che "osano" far notare che gli israeliani stanno creando vere e proprie stragi tra i palestinesi. Per esempio Yonatan Ghefen, columnist e dipendente da 40 anni del quotidiano Maariv, che ha criticato l'eccessiva violenza dell'operazione "Piombo fuso", ha avuto la spiacevole sorpresa di vedere pubblicato sul proprio giornale un annuncio a pagamento che recitava: "Piccolo Yonatan, siamo stufi di te e puoi anche andare a farti fot.... da parte mia. Firmato: Oded Tirah (si tratta di un ricco magnate industriale israeliano, ndr) e i bambini del sud di Israele che se la fanno addosso per la paura". Ed è evidente che se lo stesso giornale non si è opposto alla p8ubblicazione di un attacco così violento e volgare, è concorde.

Sorte non molto diversa ha avuto Yonit Levy, presentatrice del Canale 2 israeliano, contro cui è stata lanciata una petizione dall'eloquente titolo "Yonit Levy, vai a casa", perchè anche lei ha osato l'inosabile: si è commossa nel vedere le pile di cadaveri di civili che ormai sono spettacolo comune a Gaza.

Invece pare si stiano moltiplicando nei servizi televisi falsi reportage (il programma Blob, su RAI3, ne ha mostrato qualche spezzone), spacciati per veri, che mostrano una falsa realtà di persone spaventate, nel sud di Israele, per l'arrivo dei razzi Qassam. Io ne ho visto uno che era uno spasso: mostrava due donne, che si fingevano spaventate (una istericamente, una che pregava quasi in maniera ossessiva) mentre suonava l'allarme razzi, ma l'immagine della telecamera era perfettamente stabilizzata (segno che l'operatore, oltre a stare molto vicino a loro, era perfettamente tranquillo) e accanto a loro si vedeva un ragazzo sui 25-30 anni, alto, atletico, con occhiali e giubbotto nero molto impegnato... a giocare col suo cellulare. A dimostrazione di come non ci fosse nulla da preoccuparsi. E poi dopo si sono viste le immagini delle stesse persone, una delle quali diceva che l'amica era sotto shock, perchè vicino a loro (a pochi metri, aveva specificato) era esploso un razzo. E sono ancora fortunate. Se a pochi metri, o anche a 50 metri, fosse esplosa una delle bombe che gli aerei israeliani sganciano a decine ogni giorno sulle città palestinesi, non si sarebbero trovate in ospedale per un semplice shock, ma direttamente all'obitorio.

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di Antonio Rispoli
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