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Le compagnie aeree si sono prestate a questa vergogna

Israele proibisce l'arrivo ai pacifisti di "Flyttilla", arresti e rimpatri


Israele proibisce l'arrivo ai pacifisti di 'Flyttilla', arresti e rimpatri
16/04/2012, 10:04

TEL AVIV (ISRAELE) - Brutta giornata per i pacifisti del gruppo "Welcome to Palestina", detta anche Flyttilla (corruzione della parola "Flottilla", dell'associazione Freedom Flottilla, unita alla parola "fly", volare in inglese). Avevano deciso di andare in 1500 a Betlemme, per poi presentare alcuni progetti a favore dei palestinesi. Una situazione inaccettabile per il governo israeliano che ha preso le sue misure di sicurezza. Per prima cosa ha inviato un elenco di 400 nomi alle varie compagnie aeree europee che hanno collegamenti con Tel Aviv, ordinando che quelle persone non potessero prendere alcun volo per Israele. Un ordine a cui le compagnie aeree hanno immediatamente obbedito, in completo dispregio di tutte le norme del settore. Quei pochi che sono riusciti ad arrivare lo stesso all'aeroporto Ben Gurion sono stati affrontati da uno schieramento di polizia enorme, sono stati arrestati ed è cominciato il loro rimpatrio forzato (a spese dei rimpatriati, per decisione del governo israeliano) man mano che c'è qualche posto verso il loro Paese.
Spesso, in questa attività di blocco dei manifestanti, le compagnie aeree sono state supportate dai governi. Come in Belgio, dove la Polizia è intervenuta per allontanare forzatamente i 150-200 attivisti che non avevano potuto imbarcarsi sull'aereo. Ma anche all'aeroporto Charls De Gaulle di Parigi, a Manchester, a Ginevra, ad Istanbul, oltre che a Roma. Insomma, un blocco totale, che ha riguardato tutte le compagnie aeree, con pochissime e trascurabili eccezioni.
Gli attivisti arrivati in Israele, hanno anche avuto, oltre all'ingiustizia dell'arresto senza motivo e senza aver violato alcuna legge, anche la beffa di vedersi consegnata una lettera crudelmente sarcastica che invitava l'attivista a protestare contro le stragi in Siria o contro Hamas che - come dice sempre la propaganda di Israele contro i civili palestinesi - si fa scudo di donne e bambini per sferrare i suoi attacchi. C'è stato anche un episodio di violenza, ripreso da numerose TV, di un soldato che ha colpito un attivista danese in faccia col calcio del fucile. Netanyahu si è pubblicamente scusato dicendo che è un comportamento inaccettabile per un soldato israeliano, ma in realtà è quello che avviene normalmente, quando non ci sono le telecamere.
La protesta era stata organizzata per il 15 aprile, perchè quella è la data in cui venne ucciso il pacifista italiano Vittorio Arrigoni, da parte di un gruppo di salafiti (estremisti islamici) notoriamente in contatto con Israele. Si voleva sottolineare l'assurdità della situazione dei palestinesi, a cui è negata qualsiasi possibilità di contatto con l'esterno senza passare da Israele. Un passaggio assolutamente non libero, ma anzoi ostacolato ed impedito sistematicamente. Insomma, sarebbe come se un cittadino straniero che decidesse di andare a Città del Vaticano o a San Marino venisse bloccato all'aeroporto di Roma, perchè parteggia per i cristiani. E' chiaro che è un assurdo. O meglio, lo sarebbe in tutto il mondo, ma non in Israele, al cui governo è concesso di violare qualsiasi legge internazionale.

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di Antonio Rispoli
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