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Duro attacco del governo israeliano alla Chiesa

Israele: "Sinodo nelle mani degli arabi"


Israele: 'Sinodo nelle mani degli arabi'
24/10/2010, 20:10

TEL AVIV (ISRAELE) - Non è andato giù al governo israeliano che il Sinodo dei Vescovi, appena terminato a CIttà del Vaticano, abbia preso in esame l'occupazione israeliana dei territori palestinesi e abbia chiesto il ritorno ai confini del 1967 (il che comunque rappresenterebbe una ingiustizia, visto che i confini assegnati ad Israele sono ancora più piccoli), abbandonando le decine e decine di colonie illegali costruite sterminando i palestinesi negli ultimi 43 anni. E l'ha dimostrato subito il vice Ministro degli Esteri, Danny Ayalon, che ha attaccato frontalmente il Sinodo: "E' stato preso in ostaggio da una maggioranza anti-israeliana". I risultati della relazione finale? Sono "attacchi politici nel segno della migliore tradizione della propaganda araba. Siamo soprattutto allibiti per il linguaggio usato dall'arcivescovo Cyril Salim Bustros durante la conferenza stampa. Chiediamo che il Vaticano prenda le distanze dai suoi commenti che diffamano gli ebrei e lo stato d'Israele; commenti che non dovrebbero costituire la posizione ufficiale vaticana, perché getterebbero un'ombra sulle importanti relazioni tra Santa sede, Israele e gli ebrei". (Da notare la specificazione tra Israele e gli ebrei, segno del peggior estremismo sionista, ndr).
Sulla stessa falsariga il suo portavoce, Yigal Palmor: "I governi israeliani non si sono mai serviti della Bibbia per giustificare l'occupazione o il controllo di alcun territorio, inclusa Gerusalemme est" (che è la parte araba della città, ma i cui abitanti vengono ogni giorno ammazzati oppure cacciati dai soldati israeliani per permettere ai coloni ebrei di costruire nuove abitazioni).

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di Antonio Rispoli
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