Dal mondo / Europa

Commenta Stampa

Rischia la direttiva sul risparmio energetico degli edifici

Italia deferita alla Corte Ue per polveri ed acque reflue


Italia deferita alla Corte Ue per polveri ed acque reflue
24/11/2010, 17:11

BRUXELLES (BELGIO) - Nuovo deferimento dell'Italia alla Corte dell'Unione Europea per le sue carenze legislative. Sotto accusa innaniztutto i continui sformaneti, nelle città italiane, del tetto previsto per legge per le polveri sottili, il cosiddetto Pm10. Secondo una legge europea del 2005, in un anno non bisoganva superare i limiti più di 35 volte all'anno, limite che viene superato di solito prima della fine di marzo. Ci sarebbe una esenzione fino a giugno 2011, ma solo a condizione che il Paese in questione dimostri di aver preso provvedimenti per raggiungere l'obiettivo dei 35 giorni. Ma si tratta di una esenzione che non è applicabile all'Italia, da cui l'obbligo di deferimento davanti alla Corte Ue.
Il secondo deferimento riguarda la mancata applicazione di una sentenza del 2006, nella quale si condannava l'Italia per il mancato trattamento delle acque reflue di alcuni comuni nei pressi di Varese che scaricano nel fiume Olona. Il nostro governo doveva provvedere a purificarli, ma non è stato fatto. Adesso rischiamo - come avviene sempre in caso di inadempienza - delle pesantissime multe, con un tot al giorno finchè la sentenza del 2006 non sarà eseguita.
Ma siamo sotto osservazione anche per un terzo punto: la nostra legislazione inmateria di rendimento energetico delle abitazioni è inadeguata. Andrebbe migliorata adeguando la normativa nazionale a quella comunitaria; e se non verrà fatto nei prossimi due mesi, rischiamo anche in questo caso una multa

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©

Correlati