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Reazioni negative anche dai reduci e dai repubblicani

Jones ci ripensa: "Brucerò il Corano"


Jones ci ripensa: 'Brucerò il Corano'
10/09/2010, 09:09

USA - Continua a destare preoccupazioni l'atteggiamento del pastore protestante Terry Jones. Nella serata di giovedì era sembrato che si potesse arrivare ad un accordo, grazie a due interventi: da una parte quello del Presidente Barack Obama, che aveva giudicato negativo per il Paese un tale comportamento contrario alla Costituzione americana; dall'altra quella di un imam di Orlando, che aveva promesso a Jones che la moschea (in realtà un centro culturale), la cui costruzione è prevista a due isolati da Ground Zero, sarebbe stata spostata più lontano. Per questo il pastore aveva detto che l'11 settembre sarebbe andato a discutere la nuova localizzazione della moschea.
Ma poi improvviso il dietrofront, che mostra una precisa volontà di attirare solo l'attenzione dei mass media, a qualsiasi costo. Infatti, JOnes ha dichiarato, in una intervista televisiva: "Potremmo essere obbligati a rivedere la nostra decisione di rinunciare al rogo del Corano. Siamo preoccupati anche noi per le truppe e per i missionari. Il punto è che dobbiamo smettere di piegarci alla volontà altrui. In certe aree del nostro paese abbiamo perso la spina dorsale. Abbiamo fatto troppe concessioni". Una dichiarazione che in effetti non pone alcuna condizione o concessione.
Ma l'iniziativa di Jones non ha provocato reazioni solo nei Paesi musulmani, ma anche dagli americani, persino da quelli più favorevole alla guerra. Come testimoniato da uno dei rappresentanti delle associazioni dei reduci di guerra, Joe Davis: "Se Jones vuole dimostrare qualcosa, perchè non si reca in una piazza dell'Afghanistan a bruciare il Corano? Allora potrebbe vedere di persona le conseguenze delle sue azioni". O anche da Sarah Palin, candidata alla vicepresidenza per i repubblicani alle ultime elezioni presidenziali: "E' una provocazione insensibile e non necessaria. Bruciare un libro è antitetico agli ideali americani".

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di Antonio Rispoli
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