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La ragazza nigeriana verrà espulsa tra pochi giorni

Kate, il governo italiano non si muove per fermare la lapidazione


Kate, il governo italiano non si muove per fermare la lapidazione
05/09/2011, 11:09

NIGERIA - Per Kate Omoregbe inizia un tragico conto alla rovescia. E' una ragazza nigeriana, fuggita dal suo Paese per evitare un matrimonio imposto con una persona molto più vecchia di lei. Questo è un reato che in Nigeria viene pagato con la lapidazione. In Italia, dopo 8 anni di permanenza, è stata condannata a 4 anni di reclusione, di fatto solo perchè straniera (a casa sua è stata trovata della droga, ma ci abitavano in 4 persone; se fosse stata Marysthell Polanco, non sarebbe stata neanche indagata, come non lo è stata quando hanno trovato della droga nel suo garage). Ed adesso, scontata la condanna, le spetta essere spedita in Nigeria, come prevede la legge, dove nel giro di pochi giorni verrebbe lapidata.
Nonostante la mobilitazione del web in favore della ragazza, il governo italiano fa finta di non vedere e non sentire, pronto a violare tutte le convenzioni internazionali, che vietano l'estradizione in Paesi dove una persona rischia la vita o la tortura. Per ora, tutto è nelle mani del Tribunale di Cosenza che può decidere la sospensione dell'espulsione in attesa che la domanda di asilo presentata dalla donna venga esaminata; ma l'accoglienza è difficile: una delle norme imposte dalla Lega, prevede il divieto di permanenza per gli extracomunitari condannati.
Tuttavia c'è una cosa che colpisce: l'assoluto silenzio dei mass-media. Di questa vicenda, che rischia di finire con una lapidazione seria, se ne parla poco - in quei casi rari in cui se ne parla - e sottovoce. Quando ci fu il caso di Sakineh Mohammadi Ashtoni, la donna iraniana condannata per omicidio, uscì su tutte le prime pagine, vennero aftti servizi in TV e così via. Salvo che venivano solo raccontate cose false: la condanna per adulterio (quasi impossibile, secondo il Codice Penale iraniano), la lapidazione (sono 10 anni che in Iran non avviene nessuna lapidazione), le presunte torture e così via. E soprattutto la malafede nel riportare come fonte un supposto avvocato che in realtà era un pericoloso terrorista al soldo del Mossad israeliano.

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di Antonio Rispoli
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