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Il segretario di Stato americano domani nella città eterna

Kerry a Roma, prove di pace tra Isreaele e Palestina

Prosegue il negoziato affidatogli dal presidente Obama

Kerry a Roma, prove di pace tra Isreaele e Palestina
07/05/2013, 19:52

ROMA - Roma crocevia diplomatico per il Medio Oriente. Ha scelto la città eterna il segretario di Stato Usa John Kerry per proseguire l'impervia opera di rilancio del negoziato israelo-palestinese affidatagli dal presidente Barack Obama, protagonista nel marzo scorso di una prima storica visita in Israele e nei Territori palestinesi. Un segno chiaro del credito che la Casa Bianca ripone nell'Italia e nello stesso premier Enrico Letta, definito al momento del suo insediamento a Palazzo Chigi «amico fidato degli Stati Uniti». Per il numero due di Washington si tratta della seconda visita a Roma ad appena due mesi dalla precedente coincisa con un momento cruciale per gli scenari politici italiani all'indomani delle elezioni di febbraio. Per 24 ore, domani, i colloqui avviati da Kerry nelle numerose spole tra israeliani e palestinesi e svariate missioni nell'area - da ultimo il round del 2 maggio scorso a Washington - riprenderanno a Roma in una località tenuta gelosamente segreta dagli americani. Al tavolo con Kerry siederanno: Tzipi Livni, ministro israeliano con delega al negoziato con i palestinesi (nonché l'unica in campagna elettorale ad impegnarsi specificamente su questo terreno) ed il ministro degli Esteri giordano Nasser Judeh (gli Usa vedono nella monarchia hashemita, un fattore di stabilità e di almeno iniziale democrazia in un contesto regionale assai turbolento). Grande assente, invece, la controparte palestinese. È stato l'ambasciatore della Missione diplomatica palestinese in Italia, Sabri Ateyeh a sciogliere - solo oggi - ogni dubbio sulla presenza a Roma del capo negoziatore palestinese Saeb Erekat, suggerita da più parti. Bisognerà vedere quanto questa sedia vuota peserà sull'ondata di generale euforia suscitata dalla recente disponibilità espressa dalla Lega Araba a riportare in vita, attualizzandolo, il Piano di pace saudita del 2002. Chiusa la parentesi mediorientale, giovedì il sottosegretario Usa sarà assorbito dai colloqui - i primi - con la nuova compagine di Governo: con il premier Enrico Letta e con il ministro degli Esteri Emma Bonino. Tanti i dossier caldi: a cominciare dalla Siria. Sarà interessante per gli interlocutori italiani fare il punto con Kerry - reduce da un faccia a faccia a Mosca con il leader del Cremlino Vladimir Putin - sulle possibilità di trovare una soluzione politica alla crisi di Damasco. Soprattutto dopo che i blitz israeliani contro obiettivi militari in Siria hanno alimentato il dibattito a Washington sull'opportunità di un intervento americano più fattuale per spingere il presidente Bashar al Assad a lasciare il potere. Ed al tempo stesso ha alimentato comprensibili timori in seno all'Onu e all'Ue. Ma anche a Mosca. Proprio ieri il titolare della Difesa Mario Mauro si è detto «del tutto contrario» agli interventi di Israele o di qualsiasi altro paese in Siria senza un chiaro mandato del Palazzo di Vetro. È ragionevole pensare che nei colloqui a Roma sarà sollevata anche la vicenda dei marò. Il caso dei due fucilieri del San Marco che sta mettendo a dura prova le relazioni tra Roma e New Delhi rischia di costituire un precedente pericoloso per tutti i Paesi coinvolti nella lotta alla pirateria che, negli ultimi anni, grazie all'impiego dei militari ha dato importanti risultati. Kerry potrebbe anche cogliere l'occasione per parlare del prossimo inquilino di Villa Taverna. Tra i favoriti a raccogliere il testimone dall'ambasciatore David Thorne ne spiccano uno: John R. Phillips, un avvocato di Washington sposato con l'ex collaboratrice della Casa Bianca Linda Douglass. A dispetto del cognome, Phillips ha legami con l'Italia: i suoi nonni Filippi emigrarono dalla penisola e qualche anno fa l'avvocato ha comprato un intero villaggio, Borgo Finocchieto, tra Montalcino e Buonconvento, in provincia di Siena, poi trasformato in hotel de charme decantato sulla 'bibbia del lussò Robb Report. 

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di Valerio Esca
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