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L'11 settembre: chi ci ha guadagnato?


L'11 settembre: chi ci ha guadagnato?
11/09/2011, 09:09

(5. parte)


Assodato che tutto il rapporto ufficiale, redatto da una commissione governativa guidata da Condoleeza Rice, è carta straccia, buona solo per il cestino, bisogna capire: perchè è stato organizzato tutto questo? Ovviamente, scoprendo chi ci ha guadagnato, si scopre anche tutto il resto.
Innanzitutto, basta vedere cosa è stato fatto dopo. Le prime due iniziative sono state l'inizio dell'invasione dell'Afghanistan e l'adozione di una serie di leggi (la prima delle quali ha il significativo nome di "Patriot Act", legge patriottica) che hanno fortemente limitato la libertà di base dei cittadini americani. Pochi sanno che oggi negli Usa una qualsiasi persona può essere sequestrata dalla Polizia, portata in una cella e torturata finchè non confessa. E se muore, può essere buttato nella più vicina pattumiera. E il tutto è assolutamente legale, se c'è stato un ufficiale di Polizia o dei servizi segreti o dell'Fbi che abbia stabilito che quella persona è un sospetto terrorista. Quindi, quando si legge che "il terrorista Tizio è stato arrestato e ha confessato", sarebbe interessante verificare come ha confessato e se ha detto la verità o si è limitato a confessare per evitare di morire tra mille dolori.
Riguardo poi all'invasione militare dell'Afghanistan, anch'essa era stata organizzata da tempo. Sin dal 1999 su Internet circolava un documento, firmato da Dick Cheney (futuro vicepresidente Usa con Bush) e Wolfowitz (futuro Ministro del governo Bush) nel quale si sosteneva la necessità degli Usa di impadronirsi del petrolio iracheno ed iraniano, a causa del crollo della produzione previsto per il primo ventennio del XXI secolo. Con la diplomazia, se possibile; con la forza in caso contrario. E quindi ecco l'invasione dell'Afghanistan, che confina con la parte est dell'Iran; ecco poi l'invasione dell'Iraq (con la cusa delle armi di distruzione di massa che Saddam Hussein non ha mai avuto dopo il 1990), che è un groso produttore di petrolio e confina con la parte ovest dell'Iran. Quello che è mancato è stata la forza militare per invadere il Paese: impantanati i soldati nelle guerre tribali afgane e nello contro religioso sciiti-sunniti in Iraq; con alleati sempre più riottosi nel loro compito di occuparsi delle retrovie (come volevano gli americani), è mancata la forza militare per agire.
Intanto però i soldi si sono spesi. E' bene ricordare che il 20 gennaio 2001 Bush prende gli Usa con un debito pubblico pari a circa 5700 miliardi di dollari; il 19 gennaio 2009, quando c'è il passaggio di consegne ad Obama, il debito pubblico è diventato di 10400 miliardi di dollari. E oltre 4000 miliardi di dollari sono serviti a finanziare la guerra. Tradotto, sono stati regalati a decine di fabbriche connesse al settore militare (benzina, armi, razioni, sussistenza, veicoli, ecc. ecc.) migliaia di miliardi, che mai sarebbero stati accettati dai cittadini americani, senza uno shock come questo. Serviva qualcosa di spettacolare, qualcosa anche di apparentemente eccessivamente sanguinoso (all'inizio si parlò di 50 mila vittime, per le Twin Towers). E quindi queste imprese hanno avuto soldi a palate.
Ma non sono state le uniche a guadagnare. Un altro che ha guadagnato tanto è stato il miliardario Larry Silverstein, che nella primavera del 2001 aveva acquistato tutto il complesso del World Trade Center. Apparentemente è stato un pessimo affare: i costi di manutenzione degli edifici erano enormi; i prezzi degli uffici erano così alti che - bisogna ricordare che l'economia americana nel 2001 era in una fase di stallo da oltre 2 anni - a poco a poco i contratti di affitto si stavano disdettando; inoltre bisognava fare lavori straordinari particolarissimi. Infatti, le Twin Towers erano fatte internamente, come ho detto prima, di acciaio ricoperto di amianto. E per rispettare le leggi, andava "depurato". Impresa non facile: si trattava di chiudere l'accesso alle Torri per almeno tre anni, mentre ciascun piano veniva smontato e l'amianto eliminato in condizioni di sicurezza, da parte di società specializzate. I costi stimati erano nell'ordine dei 100 miliardi di dollari.
Una spesa che tutto sommato SIlverstein ha riparmiato, e per questo deve ringraziare i terroristi. Ed anzi, li deve ringraziare due volte, perchè la prima cosa che ha fatto, dopo aver comprato il World Trade Center, è stato di aumentare la polizza assicurativa in caso di attentato terroristico, portandola a 7 miliardi. E quindi, al termine di un processo civile, ha ottenuto il pagamento di 14 miliardi dalla assicurazione (7 miliardi per ciascun attentato). Il tutto, restando in possesso di quella che oggi è conosciuto come Ground Zero, cioè lo spazio in cui ci stavano gli edifici che vennero demoliti.
Perchè è chiaro che tutti gli edifici vennero demoliti, a cominciare dalle Twin Towers. La versione ufficiale sull'indebolimento causato dal calore non regge, come ho spiegato. QUello che è successo è stata una demolizione controllata, ma fatta da militari, non da specialisti civili. Lo dimostra il sistema utilizzato. Quando si demolisce un edificio, si fa in modo da farlo crollare su se stesso, usando il minimo di esplosivo possibile (tanto è vero che a volte si preferisce usare bombole di gas insieme all'esplosivo; sono più economiche). Ma in questo caso era impossibile fare così: gli oltre 300 metri di altezza e la gabbia esterna metallica lo rendevano impossibile. E così si è usato un altro sistema: la polverizzazione. CIoè si sono usate grandi quantità di esplosivo, in modo che l'onda d'urto creata non si limitasse a rompere i pilastri si sostegno, ma polverizzasse il cemento, in modo che l'esplosione non creasse troppi danni alle persone sottostanti. Le travi di acciaio sono invece state tranciate utilizzando anche qui un sistema militare: termite (alluminio ferroso, ha la caratteristica che quando brucia emette più energia di quanta ne consuma) mista a zolfo, che porta la temperatura molto al di sopra dei 2000 gradi. E' chiaro che neanche l'acciaio - che fonde a 1500 gradi - può resistere a questo sistema. E che le cose siano andate così si vede dalle foto scattate immediatamente dopo il crollo: alcune colonne sono rimaste in piedi fino ad una altezza di 6 metri circa e hanno un "taglio" perfettamente regolare con un angolo di 45 gradi. E questo non è un caso, bensì una cosa esattamente calcolata.
Stessa cosa per il Pentagono, colpito da un missile (o più probabilmente da un drone, un aereo senza pilota); e poi c'è l'invenzione dello United 93. Gli americani sono molto sensibili a certi episodi, li considerano la rappresentazione dell'eroismo "all'americana": non conta la propria vita da cittadino, ma la salvezza del Paese.
A questo punto qualcuno può sollevare l'obiezione: ma il governo potrebbe mai accettare di uccidere migliaia dei propri cittadini senza farsi scrupoli? La risposta è semplice: è nella storia degli Usa. Ogni volta che si è deciso di scatenare una guerra, si è sempre creato "l'incidente" che scatenasse la rabbia dei cittadini. E così nel 1917, per far entrare gli Usa nella Prima Guerra Mondiale, l'allora Ministro delle Marina Mercantile Franklin Delano Roosvelt insieme al suo omologo inglese Winston Churchill, decisero di usare le stive dei piroscafi americani (allora neutrali) per trasportare le munizioni in Inghilterra, allora sottoposta ad un tentativo di blocco navale da parte dei tedeschi. Quando questi ultimi vennero a saperlo e li attaccarono (perchè a quel punto sono obiettivi militari legittimi), ecco che ci fu l'episodio del Lusitania, che provocò l'entrata in guerra degli Usa. Nel 1941 gli stessi protagonisti - Roosvelt e Churchill - ci riprovarono, mandando navi militari ad attaccare i sottomarini tedeschi sin dal marzo del 1941, ma Hitler bloccò l'attività dei sottomarini dando loro ordini precisi e vincolanti che quasi impedirono loro qualsiasi attacco. Allora si organizzò Pearl Harbour, approfittando del fatto che il Giappone, vessato da un blocco economico che li aveva privati di petrolio, doveva attaccare entro la fine del 1941, altrimenti l'estate del 1942 avrebbe visto nelle zone più impervie (come le montagne dell'Hokkaido) popolarsi di gente che moriva di fame, dato che non si sarebbe potuto trasportare il cibo. Ancora lo stesso per la guerra in Vietnam, inventando una aggressione militare ad una nave con la bandiera a stelle e striscie che in realtà non c'è mai stato. Chiaramente, i tempi cambiano: nel 2001 non si poteva fare una cosa del genere senza immagini. Un solo aereo che si schianta a terra non avrebbe smosso i cittadini. Ma una organizzazione terroristica di fanatici islamici (Al Qaeda in realtà fu creata dalla Cia per attaccare i russi in Afghanistan negli anni '80, quando quelli che oggi sono i "cattivissimi talebani" venivano chiamati "gli eroici Mujaheddin"; Osama bin Laden era amico con Bush, così come le rispettive famiglie sono amici di lunga data e soci in affari) che dirotta quattro aerei, colpendo i simboli degli Usa, è qualcosa che tocca la massa dei cittadini, che accettano senza battere ciglio leggi inique come il Patriot Act o il fatto di invadere due Paesi solo per rubare loro le ricchezze naturali.


(Fine......... forse)

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di Antonio Rispoli
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