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Quanto è credibile la vicenda del Pentagono?

L'11 settembre: l'aereo dalle manovre impossibili


L'11 settembre: l'aereo dalle manovre impossibili
08/09/2011, 11:09

(2. parte)

Qui veniamo all'aereo che ha colpito il Pentagono. Secondo la versione ufficiale - che anche qui è semplice semplice - l'aereo si è schiantato contro una delle pareti dell'edificio. Tralasciamo per un attimo il dettaglio che ha scelto, tra le cinque pareti, proprio quella vuota, perchè gli uffici su quella facciata erano sottoposti a lavori di manutenzione (come disse una volta l'attore napoltano Simone Schettino in un suo show: "I terroristi hanno messo a guidare l'aereo l'unico terrorista che aveva le cataratte che gli scendevano fino alle ginocchia"). Diciamo che può capitare. E tralasciamo anche il dettaglio che non una delle oltre 80 telecamere di sicurezza che riprendono quella zona - secondo quanto riferì l'FBI che sequestrò i filmati - aveva inquadrato l'arrivo dell'aereo. Vediamo di ricostruire l'accaduto, unendo la versione ufficiale ai dati effettivi a nostra conoscenza.
L'aereo viene dirottato dai terroristi. La prima cosa che fanno è staccare il sistema di guida automatica dell'aereo, per evitare che venga individuato (è stato fatto così su tutti e quattro gli aerei in questione). Questo sistema è la combinazione di due strumenti diversi: un GPS ed un sistema che individua la posizione dell'aereo in base alla posizione dei radiofari presenti negli aeroporti, che mandano segnali specifici. La combinazione di questi due strumenti (insieme ad un segnale che dice che si tratta di un aereo civile) permette all'aereo di sapere dove si trova ma anche agli aeroporti di sapere dove si trova l'aereo.
Quindi, staccato il sistema, il terrorista da 500 Km. di distanza ed oltre punta con precisione su Arlington, in Virginia, dove si trova il Pentagono. Il tutto usando solo sistemi semplici, come possono essere una bussola e una mappa. Quando arriva in prossimità dell'edificio-bersaglio, l'approccio è dalle colline che stanno a pochi chilometri in linea d'aria. Quindi immaginiamo la scena: l'aereo arriva ad una altitudine sufficiente a non schiantarsi nelle colline (e nelle case che le sovrastano). Appena superate le colline stesse, il pilota (che aveva frequentato una scuola di volo statunitense ed era stato giudicato incapace di guidare anche solo un piccolo Cessna biposto) inizia una picchiata, "fermando" l'aereo ad una altezza compresa tra i 3 e i 9 metri dal suolo. Attenzione a questo dettaglio. L'altezza non può essere diversa: se fosse stato sotto i tre metri , avrebbe sfondato il muro di cinta esterno; se fosse stato sopra i 9 metri, la pinta della coda avrebbe sfondato il tetto dell'edificio, che invece non è stato danneggiato dall'incidente.
Quindi l'aereo ha volato a quell'altezza senza disturbare nessuno e senza lasciare tracce ad una velocità di almeno 500 Km/h per poi schiantarsi nel Pentagono. Esaminiamo un attimo la cosa dal punto di vista aereodinamico. Come fa un aereo a sostenersi in aria? Semplice: le ali sono fatte in modo da creare una turbolenza sotto l'ala stessa mentre l'aria sopra passa molto velocemente. Quindi sotto le ali si crea un cuscino che tiene su l'aereo. Ma questo succede quando il velivolo è lontano dal suolo. Come mai negli aeroporti le piste sono costruite in mezzo al nulla? Perchè la velocità con cui le ali spingono l'aria verso il basso, man mano che l'aereo prende velocità, è tale da spazzare via qualunque costruzione. E solitamente un aereo decolla ad una velocità intorno ai 2-300 Km/h. Qui parliamo di un aereo che praticamente va rasoterra ad una velocità doppia e non crea danni? Un uragano di categoria 5 ha venti che sono veloci un terzo di quelli che genera un aereo in questa situazione.
Inoltre c'è un problema di ali. Ciascun aereo ha delle ali la cui forma è pensata in base all'utilizzo. Un jet supersonico ha ali piegate all'indietro per non offrire resistenza all'aria quando supera il muro del suono. Un Boening, che ha una velocità massima di 800 Km/h, ha bisogno di ali grandi, in grado di generare molta portanza (così si chiama l'effetto dell'aria che sostiene l'aereo) quando l'aereo è a velocità di crociera a quote elevate (dai 6000 ai 12 mila metri). Lo svantaggio è che non sono in grado di sopportare le enormi sollecitazioni che si hanno quando l'aereo vola a bassa quota (a meno che non voli anche a bassa velocità) . Quindi, ammesso che esista un pilota al mondo in grado di far volare un Boening 767 rasoterra (neanche i piloti dell'Alitalia, considerati tra i migliori al mondo, come preparazione tecnica, sono in grado di farlo) l'aereo vibrerebbe al punto da far battere tra loro i denti in bocca. E dopo alcune decine di secondi, le ali comincerebbero a danneggiarsi, incapaci di sostenere tali sollecitazioni, fino a strapparsi. Quindi un volo in questa situazione è impossibile.
Ed ora veniamo alla chicca principale: i danni da impatto. Anche qui viene in aiuto Internet, dove si possono vedere molte foto. Sono due in particolare quelle che interessano: la prima è quella dove si vede la parete del Pentagono che brucia. Domandina semplice semplice: visto che la zona colpita è circa 35 metri di larghezza per 12 di altezza, come fa ad esservisi schiantato un Boening che ha una apertura alare di 54 metri ed una altezza di 21 metri? Il resto dell'aereo dove è finito?
Ma la seconda immagine toglie ogni dubbio, sul fatto che lì non si è schiantato nessun aereo. Mi riferisco alle foto scattate dopo il crollo della facciata del Pentagono. Così si può vedere per esempio che il danno alla facciata è stato solo superficiale, perchè non si vedono danni provocati dall'impatto con un aereo da 60 tonnellate, che non esaurisce i propri danni solo sulla facciata. In particolare, negli incidenti, i motori tendono a restare molto compatti, perchè sono pesanti e massicci. Quindi mi aspetterei di vere almeno un muro o due sfondato dai motori dell'aereo (che hanno un diametro considerevole, non lasciano buchi piccolini che possono sfuggire). Invece nella foto non si vede nulla del genere. Anzi, si vedono, vicino al bordo esterno, alcuni oggetti che sembrano prendere in giro: un libro in equilibrio precario su uno sgabello rimasto in piedi; diversi monitor di PC, che sono notoriamente oggetti abbastanza delicati; quadri con la cornice assolutamente intatta; e così via. Senza andare lontano, basta ricordare le immagini dell'impatto degli aerei sulle Twin Towers: le fiammate attraversarono l'edificio da un estremo all'altro. Come mai invece al Pentagono i danni sono solo esterni? Si dice: perchè il Pentagono era più solido, era costruito in cemento. Ma la struttura esterna delle Twin Towers era in acciaio, non in cartone.
Poi resta anche qui, come per l'aereo asseritamente schiantatosi in Pennsylvania, un problema di resti. Un aereo del peso di 60 tonnellate, che può trasportare un massimo di oltre 200 persone, che si schianta; e poi quello che si recupera sono meno di due tonnellate di frammenti. Per portarli via è stato sufficiente il cassone di un autocarro. Di corpi, non ne è stato trovato neanche uno, neanche un frammento. Dove è finito tutto il resto dell'aereo? E i cadaveri?
Per questo sin dall'inizio si è parlato del fatto che a colpire l'edificio fosse stato un drone, un aereo senza pilota. Una possibilità che spiegherebbe la raccolta di così pochi resti: un drone pesa circa 4 tonnellate, ha una apertura alare di una ventina di metri ed è fatto per metà di plastiche che col calore si sciolgono. Di recente è uscito un video editoriale che mostra quello che sembra un missile che colpisce la facciata dell'edificio. Insomma, missile o drone, garantito che non era un aereo.
E allora questi due aerei, che secondo la versione ufficiale si sono schiantati sul Pentagono e in Pennsylvania, che fine hanno fatto? Le persone che c'erano a bordo, sono morte? Se sì, uccise da chi? Tante domande senza risposta.

(Nella foto la zona del Pentagono dove è avvenuto l'impatto: 35 metri è la zona danneggiata, 54 metri è la larghezza dell'aereo)


(2..............continua)

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di Antonio Rispoli
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