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L'11 settembre: le Torri demolite, non crollate


L'11 settembre: le Torri demolite, non crollate
10/09/2011, 16:09

(4. parte)

Vediamo un attimo come erano state costruite le Twin Towers, dettaglio importante, visto che sono crollate. Chiaramente non puoi costruire un edificio alto più di 100 metri come si costruisce una casa normale. E così era stato pensato un sistema basato sul principio della "gabbia di contenimento". Al centro dell'edificio erano stati piantati 47 travi di ferro, che alla base avevano un diametro di 10 metri ciascuno, mentre in cima il diametro scendeva fino a toccare i 3 metri. Queste travi venivano poi "fasciate" da anelli che mantenevano la struttura unica. Il tutto era fatto in acciaio. Inoltre veniva costruita una gabbia esterna, formata da travi di acciaio più piccole (circa 50 centimetri di diametro) e sistemata come una serie di finestre fuse tra di loro, in modo che il margine superiore e il margine inferiore di ciascuna finestra fossero a metà dell'altezza delle finestre adiacenti. Poi tra gli anelli centrali e questa gabbia esterna venivano stese altre travi, sempre in acciaio, ma rivestite di amianto. Queste travi orizzontali formavano l'intelaiatura su cui poi vennero costruiti i vari piani dell'edificio. SIstema complesso, ma che permetteva di avere contemporaneamente un sistema solido al punto da resistere ad uun impatto aereo (era tra le specifiche richieste) ma al tempo stesso abbastanza flessibile da resistere alle sollecitazioni del vento o di altri fenomeni.
Perchè mi sono dilungato in questa descrizione? Perchè è un'altra dimostrazione di quanto sia falso il rapporto ufficiale. Infatti, ammesso che sia vero che i piani sono crollati l'uno sull'altro (effetto pancake, lo chiamano), e che la pressione abbia fatto "scoppiare" la gabbia metallica esterna, le travi centrali, come mai sono crollate? Spieghiamoci con un esempio: prendete una penna o una matita e mettetela in verticale e poi poggiatevi sopra un foglio di carta. Se spingete il foglio di carta verso il basso, ottenete solo di bucare il foglio, ma non potete spezzare la penna. Lo stesso discorso sulle travi centrali delle Twin Towers: per quanto i piani possano aver fatto pressione, l'hanno fatta lontano dalle travi centrali, che non hanno opposto resistenza. Mentre, l'eventuale pressione laterale, man mano che aumentava per l'aumentato peso delle macerie, si trovava a "poggiare" su pareti di acciaio sempre più spesse: se nel punto dell'impatto avevamo una striscia di acciaio poggiata su 10 travi dello spessore di 4 metri, a 50 metri più giù, l'acciaio era spesso oltre 5 metri. E così via scendendo: quando si arriva nei primi 20 piani, c'è un muro di acciaio largo 100 metri e profondo 10. Un ostacolo che la semplice pressione delle macerie non può danneggiare in profondità.
Eppure, guardando le macerie, non si vede nulla del genere. Queste travi centrali sono state distrutte e polverizzate, così come le stesse macerie, che sono arrivate giù come polvere (di pezzi solidi c'era ben poco). La stessa gabbia esterna è stata sottoposta a forze inimmagginabili, se si pensa che un pezzo di questa, del peso approssimativo di 100 tonnellate, è stata trovata in un palazzo, ad oltre 30 metri di profondità dai muri esterni. Non voglio fare cifre e calcoli complicati, ma chiunque può rivolgersi ai propri conoscenti che sanno qualcosa di fisica e scoprire che le forze in gioco sono immani. E soprattutto non sono compatibili con il crollo.
Anche perchè la gabbia metallica esterna avrebbe dovuto contenere i detriti. Infatti, una rete ha un enorme vantaggio: il danno strutturale subito in un punto non inficia la resistenza negli altri punti. Ricorriamo ad un esempio semplice: provate a prendere una zanzariera a maglia sottile e infilateci dentro una penna. Ovvio, così facendo ci aprirete un buco, perchè vengono danneggiate e lacerate le fibre in quel punto. Ma se ci spostiamo di 50 centimetri, quella zona rimane intatta, non ha subito alcun danno. Quindi, non si può neanche sostenere, come fa la versione ufficiale, che l'impatto degli aerei aveva danneggiato l'intera struttura. Il danno era limitato alla zona dell'impatto e poco altro.
Poi c'è un altro argomento che conta molto, che smentisce il crollo: il tempo. Le Twin Towers sono crollate in meno di 10 secondi, al ritmo di quasi 10 piani (30 metri) al secondo. Questa non è una velocità compatibile con un crollo, che raramente raggiunge la velocità di 4 piani al secondo (spesso per un crollo di soli 10 piani, ci può volere anche un minuto o più, con l'effetto pancake, perchè ogni piano, prima di crollare, resiste qualche secondo). Se fossero crollate, le Torri avrebbero dovuto impiegarci svariati minuti, con una caduta sempre più accellerata, e non a velocità praticamente costante.
Inoltre, c'è una cosa di cui non si parla mai: le esplosioni. Quel giorno, prima dell'impatto del primo aereo, ci furono almeno due grosse esplosioni, nelle vicinanze delle Twin Towers: una vista da alcuni turisti che, dall'altra parte del braccio di mare stavano osservando il panorama con una videocamera; un'altra, probabilmente sotterranea, ripresa da una Tv locale che stava facendo delle interviste in un bar situato al pian terreno di una delle torri. Questa esplosione, situabile pochi minuti dopo le 8, fu così violenta che le vibrazioni fecero esplodere molte delle vetrate del bar, ferendo molti clienti (tutti lievemente). Travolti dalla strage delle Torri, questo è un episodio che è sempre stato trascurato; eppure non è di importanza così secondaria sapere cosa abbia provocato quelle esplosioni.
Ed ancora una stranezza: come fa un oggetto a guadagnare calore, se non c'è una fonte di calore? La domanda è apparentemente idiota, ma meno di quello che sembra. Infatti, le foto fatte dal satellite con le macchine fotografiche all'infrarosso (che permettono di determinare anche la temperatura degli oggetti) mostrano nei giorni successivi al crollo un aumento della temperatura sotto le macerie, che nel loro nucleo arrivarono a toccare i 900 gradi. Ma come è possibile questo, se durante l'incendio la temperatura non aveva mai superato i 650 gradi? Anche la versione ufficiale - era il kerosene dell'aereo che continuava a bruciare - non regge. Perchè il kerosene è estremamente volatile, esposto all'aria. Inoltre brucia velocemente e con una fiamma intensa. Ed infine, brucia solo in presenza di ossigeno. Come faceva quindi a bruciare per tanti giorni, in un ambiente dove di aria non ne passa o ne passa pochissima? Insomma, anche da questo punto di vista la versione ufficiale fa acqua da tutte le parti.
Naturalmente, come ho fatto finora, io sto escludendo tutte le testimonianze raccolte da una parte e dall'altra; e quindi non parliamo del fatto che sin dalle 5 di mattina c'erano persone nell'edificio che spostavano grossi pesi in piani che erano disabitati; oppure del fatto che quella mattina il sindaco di New York radunò la propria commissione di emergenza non nel bunker preposto (sotto l'edificio sette del complesso) ma altrove; oppure del fatto che il 10 settembre numerose unità dei Vigili del Fuoco della contea erano state allertate che il giorno dopo sarebbero state chiamate d'urgenza nella Grande Mela; e così via. Stiamo parlando solo dei fatti concreti, specifici e non confutabili.
Allora, resta una domanda: visto che lo United 93 si è schiantato scomparendo nel nulla e senza quasi lasciare tracce; visto che l'aereo che si sarebbe schiantato nel Pentagono ha fatto danni incommensurabilmente più piccoli di quelli che avrebbe dovuto fare; visto che è difficile collegare con un fenomeno di causa ed effetto lo schianto degli aerei con il crollo delle Torri Gemelle, che cosa dobbiamo pensare? Quelli che hanno steso il rapporto al termine dell'inchiesta governativa sono così imbecilli da non essersi accorti di tutte queste cose?


(4................ continua)

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di Antonio Rispoli
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