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Nessun giornale o TG ha detto la verità

La bufala di Natale sulla vicenda di Sakineh


La bufala di Natale sulla vicenda di Sakineh
27/12/2011, 08:12

TEHERAN (IRAN) - Si pensava che potesse essere finita la bufala su Sakineh Mohammadi Ashtoni, ma purtroppo non è così. E conm perfetto tempismo, esattamente il giorno di Natale è ritornata a galla. Tirando fuori una storia inverosimile: condannata a 10 anni, si prende una testimonianza (che mi piacerebbe venisse verificata, ndr) che dice che "si sta vedendo di riesaminare il processo per giungere alla lapidazione mediante impioccagione.
In realtà in Iran non ci sono lapidazioni dal 2002, dato che il governo di Teheran ha aderito in quell'anno alla moratoria sulle lapidazioni. Non che prima se ne svolgessero molte: si tratta di un sistema che alle alte gerarchie religiose iraniane, per motivio interni, non è mai piaciuto. Inoltre è praticamente impossibile essere accusati o condannati per adulterio: la legge prevede che questo possa essere fatto solo se, all'atto "proibito" assistono almeno quattro persone senza partecipare.
In realtà, Sakineh è stata incarcerata e condannata per l'omicidio del marito, compiuto insieme all'amante: lei drogò la cena del marito con un potente sonnifero, fece entrare l'amante in casa ed insieme uccisero il marito. Ma tutto il casino nasce perchè il figlio di Sakineh ha una amicizia potente e pericolosa: un terrorista dei Mujaheddin del Popolo, gruppo creato da Saddam Hussein ai tempi della guerra tra Iran ed Iraq ed ora legato al Mossad, il servizio segreto israeliano. Si tratta di Javid Hutan Kian, che viene indicato (falsamente) sui giornali come "l'avvocato di Sakineh". In realtà quest'uomo non è mai stato in un'aula di Tribunale, se non quando gli iraniani l'hanno catturato, processato e condannato a morte per la partecipazione a diversi attentati dinamitardi su suolo iraniano. Chiaramente, è facile capire come tale falsa notizia sia potuta apparire su tutti i mass media italiani e francesi (ma non nel resto d'Europa, dove la vicenda è quasi sconosciuta), trovando in Italia il pieno appoggio di Repubblica ed in Francia quello dello scrittore Bernard Henry-Levi.
Ma era così difficile raccogliere le informazioni suddette? Non so. A me è bastato un computer e la collaborazione di una amica che conosce iul farsi, la lingua iraniana. Non credo che si tratti di mezzi non alla portata del quotidiano numero 1 d'Italia.

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di Antonio Rispoli
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