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Intanto Jones forse ci ripensa

La Cei: "Bruciare il Corano? Degno del nazismo"


La Cei: 'Bruciare il Corano? Degno del nazismo'
10/09/2010, 14:09

Usa - Ennesima dimostrazione che l'iniziativa del pastore Terry Jones, di bruciare testi del Corano il prossimo 11 settembre, è una iniziativa tesa solo a mantenere per qualche l'attenzione mediatica su di sè, cosa che negli Usa spesso porta ad un aumento delle offerte.
Non si spiega altrimenti il nuovo cambio di posizione di Jones, il quarto in due giorni: niente più rogo, ha detto, a condizione che l'imam di New York accetti di spostare il luogo di costruzione della nuova moschea (che dovrebbe sorgere a due isolati da Ground Zero). E comunque le sue iniziative stanno causando manifestazioni in tutto il mondo islamico, con un manifestante morto, ucciso oggi in Afghanistan da un soldato statunitense.
Intanto anche la Cei prende posizione sulla vicenda, attraverso una dichiarazione del vescovo di Frosinone Monsignor Ambrogio Spreafico: "Bruciare un libro è sempre un atto sacrilego. Non dobbiamo dimenticare che la prima cosa che fecero i nazisti, con la Notte dei cristalli, fu quella di bruciare i Talmud, i libri dell'ebraismo. Per fortuna c'è stata un'opposizione chiara da parte di tutti, anche la Santa Sede è intervenuta. E' stata una rivolta dello spirito e dell'intelligenza. Quello di bruciare il Corano è un atto contro la religione e le religioni, si tratta del gesto di un fanatico, di un piccolo gruppo che mette in pericolo la vita di centinaia di milioni di cristiani in tutto il mondo. Penso alle comunità cristiane dell'Iraq, del Pakistan o dell'Indonesia, dove pure esiste un Islam più moderato".

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di Antonio Rispoli
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