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Estrae il 97% delle "terre rare", oggi indispensabili

La Cina impedirà la produzione di alta tecnologia?


La Cina impedirà la produzione di alta tecnologia?
20/09/2010, 14:09

CINA - Scandio, ittrio, lantanio, cerio, praseodimio, neodimio, promezio, samario, europio, gadolinio, terbio, disprosio, olmio, erbio, tallio, itterbio, lutezio. No, non sono impazzito al punto da tirare fuori parole a caso. I 17 elementi sopra nominati sono i minerali che vengono definiti, globalmente, "terre rare". Si tratta di elementi praticamente sconosciuti fino a due secoli fa e che per la maggior parte hanno trovato un utilizzo solo negli ultimi tempi, per esempio nella costruzione di circuiti per PC, di DVD, di batterie o di magneti per la conversione del movimento in energia. Insomma, sono essenziali per i prodotti di alta tecnologia che usiamo tutti i giorni.
Il problema è l'estrazione di questi elementi, che raramente raggiungono concentrazioni accettabili sulla superficie terrestre per aprire una miniera; e quando la raggiungono, spesso sono intorno a materiali radioattivi come il torio. Tutte cose che rendono scarsamente interessante e molto antieconomico lo scavo di miniere di queste sostanze. Con una eccezione: la Cina, che da sola produce il 97% di queste terre rare. Il punto è che Pechino ha deciso di ridurre fortemente l'esportazione di questi materiali: dalle 50 mila tonnellate mensili del 2009 alle 30 mila dell'inizio del 2010, alle 8000 che verranno esportate da agosto scorso in poi. E questo è un serio problema: dato l'alto costo di questi materiali, tutti i Paesi già da tempo stanno utilizzando per le loro necessità le loro scorte, per quanto possibile. Un tale blocco nell'esportazione rischia di portare aumenti di costi e riduzione della produzione di prodotti tecnologici.

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di Antonio Rispoli
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