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La Cina impedisce la consegna del premio Nobel per la Pace


La Cina impedisce la consegna del premio Nobel per la Pace
19/11/2010, 09:11

OSLO - Ma quanto fa paura un premio Nobel? La domanda comincia a non essere retorica a giudicare da quanto sta succedendo quest'anno. Come è noto, il premio Nobel per la Pace è stato assegnato a Liu Xiaobo, scrittore cinese, in galera perchè ha chiesto maggiore libertà nel suo Paese. E la Cina è riuscita a fare in modo che nessuno dal suo Paese vada a ritirare il premio: ha arrestato la moglie, ha costretto molti amici e parenti di Liu di Liu agli arresti domiciliari (di fatto, se non di diritto) e ha organizzato una vera e propria censura nei mass media nazionali, lasciando capire che chiunque venisse inquadrato alla cerimonia rischia la galera al suo ritorno. E quindi al presidente del comitato per i Nobel, il norvegese Thosbjorn Jagland, non è rimasto che prendere atto che il 10 dicembre nessuno ritirerà il premio. E' la prima volta che questo avviene. Anche quando nel 1935 il premio fu dato a Karl von Ossietsky, perseguitato dal nazismo e in carcere, o nel 1991 quando venne dato ad Aung San Suu Kyi, dissidente birmana allora agli arresti domiciliari, andarono dei parenti dei premiati a ritirare il premio.
Ma questo non bastava: la Cina ha anche cominciato un fortissimo pressing diplomatico, minacciando sanzioni economiche a chi il 10 dicembre sarà presente alla premiazione. I Paesi più allergici alla libertà individuale hanno risposto subito positivamente e boicotteranno la cerimonia: Russia, Iraq, Cuba, Kazakistan, Marocco. Ma anche altri 16 Paesi finora non hanno risposto all'invito per Oslo, senza dire finora nè sì nè no (il che comunque equivale ad un no).
Di conseguenza il comitato dei Nobel ha deciso di far leggere il 10 dicembre un discorso del dissidente cinese dall'attrice Liv Ullman, mentre sul palco, in sua vece, salirà un coro di bambini, come chiesto da Liu Xiaobo dalla prigione.

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di Antonio Rispoli
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