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La Cina si rifiuta di estradare Edward Snowden


Manifestazione in Cina pro-Snowden
Manifestazione in Cina pro-Snowden
17/06/2013, 18:57

Pechino - Il caso Snowden rischia di far nascere un fastidioso intoppo tra i governi antagonisti di Usa e Cina.
I giornali più diffusi della Cina e gli organ house del partito comunista, incalzati forse dalla protesta dei cittadini cinesi pro-Snowden, hanno detto che se il governo della Regione amministrativa speciale decidesse di procedere all'estradizione, questa scelta non rispetterebbe il suo sistema di libertà e difesa dei diritti in maniera indelebile.

Nel corso del vertice informale californiano della settimana scorsa Barack Obama e Xi Jinping si erano per l'ennesima volta confrontati sul tema dello spionaggio informatico, promettendosi a vicenda di aumentare i controlli e di collaborare. Il caso Snowden costringe la Cina a fare qualcosa per dimostrare che quelle del suo Presidente non erano parole vuote. Concedendo l'estradizione della pericolosa spia.
Poi, all'improvviso, la stampa ufficiale di Pechino ha chiarito che percorrere la strada dell'estradizione sarebbe stato un grave errore, che avrebbe portato la "Cina libera" a "perdere la faccia", tradendo contemporaneamente la fiducia di Snowden e le aspettative di libertà che il mondo ripone nella "Grande Cina" del Terzo Millennio. Ricordando che la nuova Cina, sempre più potente è rispettata, ha oggi l'occasione per trasformarsi in uno dei luoghi più ambiti da chi cerca protezione e asilo.

Cosa significa tutto questo? Pechino ha deciso di sfidare Washington?

 

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di Felice Massimo de Falco
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