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Bloccati anche 500 milioni di fondi comunitari

La Corte di Giustizia europea condanna l'Italia per la gestione dei rifiuti campani


La Corte di Giustizia europea condanna l'Italia per la gestione dei rifiuti campani
04/03/2010, 11:03

LUSSEMBURGO - La Corte di Giustizia europea ha accolto il ricorso della Commissione europea del 2008 e ha condannato l'Italia, per la gestione dei rifiuti. L'accusa è chiara: "Non aver adottato tutte le misure necessarie per evitare di mettere in pericolo la salute umana e danneggiare l'ambiente". Ed è una accusa che riguarda sia il governo locale che quello nazionale, e non solo nel 2008, ma per molti anni precedenti. Infatti, fa presente la sentenza, l'Italia "non ha creato una rete adeguata e integrata di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti nelle vicinanze del luogo di produzione, venendo meno agli obblighi che le incombono in forza della direttiva rifiuti". Anche perchè in Campania c'è "un deficit strutturale di impianti, cui non è stato possibile rimediare".
SI tratta di un duro atto di accusa, che la tesi difensiva italiana non ha potuto contrastare. Infatti l'Italia ha sostenuto che i tentativi di rimettere a posto la situazione sono stati ostacolati dalla popolazione, che non ha voluto la costruzione di inceneritori e discariche; dalla criminalità organizzata presente in quelle zone; da inadempimenti contrattuali delle ditte chiamate nel corso degli anni. Ma questo non è bastato alla Corte: "Né l'opposizione della popolazione, né gli inadempimenti contrattuali e neppure l'esistenza di attività criminali costituiscono casi di forza maggiore che possono giustificare la violazione degli obblighi derivanti dalla direttiva e la mancata realizzazione effettiva e nei tempi previsti degli impianti".
La conseguenza immediata è stata il blocco di fondi europei per 500 milioni: 200 per il periodo 2000-2006 e 300 per quello 2007-2013, che avrebbero fatto gola alla Regione Campania. Questi fondi saranno sbloccati solo se l'Italia dimostrerà di avere cambiato rotta sul rispetto delle norme a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini, per quanto riguarda i rifiuti.
L'Italia ha anche fatto presente che i passi avanti ci sono stati: l'apertura di due discariche e dell'inceneritore di Acerra, capace di assorbire il 40% dei rifiuti prodotti nella regione; aumento della raccolta differenziata media al 22%; un piano per la sistemazione dei rifiuti in dirittura di arrivo. Ma le dichiarazioni non hanno convinto i membri dell'Europarlamento, che probabilmente presto manderanno una delegazione in Campania a verificare.

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di Antonio Rispoli
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