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Entro il 2022 tutte le centrali nucleari saranno chiuse

La Germania dice addio all’atomo e punta sulle rinnovabili

È questa la scelta per il post Fukushima. E l’Italia?

La Germania dice addio all’atomo e punta sulle rinnovabili
07/06/2011, 09:06

BERLINO - È ufficiale: entro 11 anni la Germania abbandonerà l’energia nucleare. In un Consiglio dei ministri straordinario, infatti, il governo tedesco ha definitivamente approvato un progetto di legge, che fissa nel 2022 la chiusura totale di tutte le centrali nucleari attualmente presenti sul territorio. Si tratta di una decisione che segna una svolta nella politica energetica del Paese guidato da Angela Merkel, e che soprattutto riporta lo stesso ad una scelta fatta nel 2001, quando l’allora governo di centrosinistra, guidato da Gerhard Schroeder, aveva deciso di spegnere gradualmente i reattori entro e non oltre il 2022, appunto. Il progetto di legge che stoppa l’attività delle centrali nucleari dovrà passare adesso al Bundestag, la Camera bassa del Parlamento, dove la maggioranza si aspetta un via libera il prossimo 8 luglio e l’auspicio della Merkel, dopo il disastro di Fukushima, è quello di un’approvazione in tempi rapidi.
Attualmente in Germania sono attive solo 9 centrali su 17 poichè 7 di queste, le più vecchie, sono state chiuse dopo la moratoria seguita all’incidente giapponese e non verranno più ricollegate alla rete: tra le altre, una è ferma dal 2009 per problemi tecnici. Il destino delle restanti 9 è già segnato: le prime 3 verranno chiuse nel 2015, nel 2017 e nel 2019; altre 3, invece, nel 2021 e le ultime 3 nel 2022. Alla luce di quanto accaduto in Giappone e di quanto in materia di nucleare sta accadendo in Italia, dove ci si ritrova a fare i conti con un governo privo di buon senso, la decisione tedesca, che punta sul rafforzamento delle energie rinnovabili a discapito dell’atomo, non può che essere salutata con gran favore e identificata in una buona dose di coraggio che non guasta mai. La Germania, quindi, punta tutto sulle rinnovabili e già entro il 2020 il governo conta di arrivare a una quota del 35 per cento di elettricità verde, pari al doppio rispetto a oggi. Che sia un esempio di cui fare tesoro e da seguire?

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di Antonio Formisano
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