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Quella che sembrava una leggenda adesso è realtà

La "Jihad del sesso": minorenni tunisine per i mercenari in Siria


Foto di archivio
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21/09/2013, 11:55

DAMASCO (SIRIA) - Sembrava solo una leggenda metropolitana o una boutade, anche dopo la fatwa dello sceicco saudita Mohamed al-Arifi, che garantiva la salvezza eterna alle ragazze che fossero andate a prostituirsi per i mercenari che stanno mettendo a ferro e fuoco la Siria. E invece le hanno trovate nella periferia di al Kassir, cittadina siriana, dopo una incursione dell'esercito. Sei ragazze tunisine - quasi tutte minorenni - erano in una stanza, con all'interno solo i materassi, insieme a scatole di preservativi e di viagra. Alcune di loro hanno affermato orgogliosamente: "La nostra missione qui è nel nome della jihad al-nikah". Jihad al-nikah, cioè la guerra santa del sesso. Due di loro erano anche incinte, di chi non si sa. 
Il governo di Tunisi ha chiesto la restituzione delle ragazze, e nel giro di pochi giorni il governo di Damasco le rimanderà a casa. Ma a che prezzo? E' facile convincere una ragazza minorenne, religiosa e di poca cultura che in nome della religione bisogna andare a fare sesso per dei soldati; ma dopo settimane e settimane passate così, le cose si vedono da ben altro punto di vista. Infatti le ragazze erano palesemente traumatizzate, alcune non hanno trattenuto lacrime di felicità a vedere i soldati siriani che le liberavano. Ma il reclutamento in Tunisia continua, anche se una donna con un bambino e senza marito è considerata quasi al di fuori della società. E non è un reclutamente solo di ragazzine: secondo alcuni, quasi il 40% dei mercenari di Al Qaeda siano di provenienza tunisina. 

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di Antonio Rispoli
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