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Lo storico marchio tenta la “ristrutturazione”

La Kodak verso la bancarotta, le voci si rincorrono


La Kodak verso la bancarotta, le voci si rincorrono
01/10/2011, 09:10

NEW YORK - Bancarotta per Kodak?  Le voci , negli ultimi giorni, si rincorrono. Lo storico marchio, produttore di pellicole fotografiche  non se la passa per niente bene. Il titolo azionario, durante le contrattazioni di venerdì, è sceso a 82 centesimi .

La Eastman Kodak Company, nota più semplicemente con il nome Kodak, è un'azienda multinazionale statunitense fra le principali produttrici di apparecchiature e supporti per immagine analogica e digitale. A lungo nota soprattutto per la produzione di pellicole fotografiche,  negli ultimi anni si è concentrata nei settori della fotografia digitale, diagnostica medica per immagini, e prodotti per la stampa.
Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, l’azienda si sarebbe rivolta  al noto avvocato Jones Day per farsi consigliare in merito alla possibilità  di una “ristrutturazione” societaria.
Un campanello d’allarme per il nome Kodak, da sempre legato alla fotografia tradizionale, grazie alle macchine fotografiche prodotte in svariati modelli e per i prodotti professionali ed amatoriali per lo sviluppo e la stampa delle immagini fotografiche.  La sua pellicola invertibile per diapositive Kodachrome, il cui sviluppo è cessato per sempre alla fine del 2010, era e rimane il riferimento assoluto in quanto a fedeltà e precisione dei colori dell'immagine.
Ma la situazione economica, oggi,  per la Kodak non sembra per niente florida. L’azienda  di pellicole fotografiche, da quanto si apprende dalla fonte sopra  citata, avrebbe preso  in prestito 160 milioni di dollari , provocando un generale stupore tra tutti gli investitori.
In poche parole ,  la famosa azienda di pellicole fotografiche  nata ben 131 anni fa, sembra sia ormai vicina alla fine, a causa dell’aumento dei suoi debiti.
Probabilmente  l’azienda avrebbe dovuto conformarsi al digitale prima,  ormai la concorrenza di altre aziende, come Canon, Samsung e Sony, è diventata pressante.

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di Rosario Scavetta
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