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Gheddafi sotto assedio

La Libia affoga nel sangue


La Libia affoga nel sangue
26/02/2011, 10:02

Tripoli – Continua la battaglia in Libia che sta assumendo proporzioni bibliche, anche in considerazione del fatto che la ventata rivoluzionaria partita dall’Egitto, non si ferma più e sta condizionando la vita di decine e decine di milioni di persone. La Libia è uno di quei paesi del Nord Africa in cui le manifestazioni per la libertà e la democrazia hanno assunto un aspetto bellico stupefacente. E mentre si combatte ancora a Tripoli e si continua a morire per le strade della capitale, il mondo si interroga su come fermare le stragi di una guerra che si presuppone essere lunga e sanguinosa. Intanto Muammar Gheddafi è riapparso in pubblico. Il Colonnello ha arringato una folla di sostenitori nella Piazza Verde di Tripoli esortandoli a prepararsi a combattere per difendere la Libia e le sue risorse petrolifere. Per questo il leader libico ha annunciato che saranno aperti i depositi di armi, a disposizione del popolo. Ma, a quanto pare incitazioni di questo tipo da parte del presidente libico non hanno sortito grandi effetti, specie sul popolo che dovrebbe imbracciare le armi, non tanto per difendere la Libia, ma lui stesso e la sua famiglia. Intanto Gheddafi ha dato ordine all’esercito di fermare le rappresaglie e le scaramucce con i rivoltosi e chiedere una tregua per iniziare i negoziati. Intanto, dopo l’allontanamento di Berlusconi che ha dato del “pazzo” al leader libico, arrivano le sanzioni USA varate da Obama in persona contro la situazione ingovernabile maturata nel Paese.

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di Rosario Lavorgna
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