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Tripoli sul mandato di cattura: “Copertura per la Nato”

La Libia non riconosce l’autorità della Cpi

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La Libia non riconosce l’autorità della Cpi
28/06/2011, 09:06

TRIPOLI – La Libia respinge il mandato di arresto spiccato ieri dalla Corte penale internazionale dell’Aia (Cpi) nei confronti di Muammar Gheddafi, del figlio Saif al Islam e del capo dei servizi segreti Abdullah Al Senussi, e soprattutto non riconosce l’autorità, che accusa gli uomini sopracitati di crimini contro l’umanità.
In un comunicato diffuso nella tarda serata, Tripoli, attraverso le parole del ministro della Giustizia Mohammed al Qamoodi, non usa mezzi termini nel ritenere la decisione del Cpi uno strumento per perseguire il rais: si tratterebbe, secondo l’autorità libica, “di una copertura per la Nato per colpire il colonnello”. Nel ricordare come la Libia non abbia sottoscritto il trattato di Roma, con cui è stata istituita la Corte penale internazionale, il messaggio di al Qamoodi è stato chiaro: “Non accettiamo e non riconosciamo l’autorevolezza della giurisdizione della Cpi”, che secondo il regime di Tripoli altro non sarebbe che una copertura della Nato, che ha cercato e ancora sta cercando di assassinare Gheddafi.
Intanto, il procuratore capo del Tribunale, Luis Moreno-Ocampo, terrà oggi una conferenza stampa proprio sulla decisione presa dalla Corte circa la richiesta di emettere i mandati di arresto per l’accusa di crimini contro l’umanità: gli stessi a cui si fa riferimento sarebbero quelli commessi nei confronti degli oppositori del regime di Tripoli, a partire dal febbraio 2011. Si tratta del primo caso in cui la Corte emette mandati di cattura, mentre il conflitto durante il quale sono stati commessi i crimini è ancora in corso. Ma su tali crimini i più sembrano non avere dubbi. Anche la Farnesina ha espresso la propria “soddisfazione”: “Avevamo del resto avuto prova, attraverso numerose immagini e testimonianze, delle crudeltà perpetrate da Gheddafi contro il proprio popolo”, si legge infatti in un comunicato del ministero degli Esteri.

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di Antonio Formisano
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