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Nuovi dettagli che fanno luce sulla strage di Newtown

La mamma di Adam era ossessionata dalla “Fine del Mondo”


La mamma di Adam era ossessionata dalla “Fine del Mondo”
17/12/2012, 15:55

WHASHINGTON – Nuove rivelazioni per quanto riguarda la strage degli innocenti avvenuta al Sandy Hook Elementare School, di Newtown. La madre uccisa per mano del figlio Adam, Nancy Lanza, era ossessionata dalla previsione dei Maya e del timore dell’imminente fine del mondo. La donna aveva comunicato alla cognata questa sua persistente paura e della volontà di sconfiggere eventuali crisi e catastrofi con le proprie armi. La donna, sempre secondo quanto rivelato dalla parente, era sempre impaurita e sospettosa, continuava ad esprimere le sue manie anche davanti al figlio malato di autismo. “Diceva che stava andando tutto di male in peggio. Stava diventando sempre più agitata”, riferisce al Telegraph la cognata Marsha. Intanto, con il trascorrere delle ore, particolari sempre più raccapriccianti e dolorosi emergono dalle dichiarazioni e dalle ricostruzioni dei superstiti. Una bambina di 6 anni è scampata al peggio perché si era finta morta. Appena fuggita dall’inferno di quell’aula, ha raggiunto la mamma gridando: “Mamma, io sto bene, ma tutti i miei amici sono morti”. Solo dopo la conversazione con uno psicologo specialista, la bambina è riuscita a raccontare la sua storia. In riferimento a questa provvidenziale salvezza, alcuni parlano già di un evento sovraumano: "Non ci si spiega come una bambina di soli sei anni sia riuscita ad essere tanto coraggiosa e intelligente. É una cosa impossibile da spiegare senza citare l'intervento divino", dice un pastore della comunità.



Aggiornamento a cura di Rosa Alvino



WHASHINGTON - Appare realmente commosso il Presidente Obama, giunto alla veglia della città di Newtown per commemorare le povere vittime dell’inumana strage avvenuta al Sandy Hook Elementare School.
Venti bambini e sei adulti morti per opera di un folle, tragedia che poteva essere evitata? 
“Non possiamo tollerare tutto questo. Il dovere di ogni società è proteggere i bambini. Non abbiamo fatto abbastanza”, afferma provato Barack Obama. Di fronte ad una comunità straziata dal dolore e dalla morte, Obama non promette esplicitamente leggi più dure che vietino il possesso facile delle armi, ma assicura : “Nessuna legge o insieme di leggi può eliminare il male, ma questa non può essere una scusa per non agire. Sicuramente possiamo fare di meglio. Abbiamo l'obbligo di provarci”, afferma ed aggiunge: “Siamo veramente pronti a dire di essere impotenti? Che la politica è troppo difficile?”. Mentre il Presidente si stringeva al dolore dei parenti delle povere vittime, il Paese ed i politici cercano di trovare una soluzione sulle leggi per il controllo delle armi. C’è chi, come il senatore del Connecticut, Joe Lieberman, propone l’istituzione di una commissione per nuovi provvedimenti in merito. Nonostante sia sempre più complicato e difficile gestire il controllo delle armi, considerando il potere condizionante delle lobby, si è esposto Larry Pratt, executive director di “Gun Owners of America”, il quale ha affermato che: “Il sangue di Newtown bagna le mani dei membri del Congresso”. Forse una dichiarazione, questa, che permetterà un revisionismo generale e l’attuazione di leggi più adeguate capaci di scongiurare inutili morti.

 

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di Rosa Alvino
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