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Pronta procedura accellerata per sbloccare l'empasse

La Merkel dice si agli aiuti per la Grecia


La Merkel dice si agli aiuti per la Grecia
28/04/2010, 18:04

BERLINO - Alla fine, il duro e pressante lavoro diplomatico del presidente della Banca centrale europea (Bce) Jean-Claude Trichet e del direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi), Dominique Strauss-Kahn, pare sia riuscito a convincere persino gli inflessibili tedeschi. Le notizie che arrivano da Berlino riguardo il piano di aiuti economici rivolti alla Grecia paiono infatti decisamente più positive rispetto alla giornata di ieri. A quanto pare, Angela Merkel e l'influente ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble, hanno deciso di aprirsi alla possibilità di varare un procedura lampo per partecipare attivamente al piano di salvataggio europeo chiesto a gran voce anche da numerosi altri Stati che rientrano nella zona euro.
Il disegno di legge dovrebbe dunque essere pronto entro il 3 maggio e, dopo il passaggio al parlamento federale Bundestag, approvato non oltre il giorno 7 dello stesso mese. Un passo avanti decisivo anche se non ancora del tutto certo e definitivo che, però, spiazza un po' tutti ed arriva infatti prima delle delicatissime elezioni nella controversa zona di Nordreno-Westfalia; proprio dove il governo di centrodestra teme di perdere. Intanto, mentre dalla Germania arriva un "ni" tirato per i capelli, la situazione finanziaria europea subisce alcuni imponenti scivoloni. Primo fra tutti quello della moneta, con l'euro che scende ad 1,31 sul dollaro e le Borse in decisa flessione.
Come fanno notare gli esperti, poi, il differenziale tra i bond greci e quelli germanici arriva addirittura a toccare il 1000% e, il tasso per i titoli decennali dello stato ellenico, toccano oramai un tasso record del 13,1%. In parole povere e comprensibili anche a chi non è esperto di finanza, senza aiuti copiosi e rapidi, il governo Greco non riuscirà in alcun modo a riprendersi visto che, come è evidente, non è assolutamente in grado in sopportare i costi d'interesse degli enormi debiti contratti.
La situazione della zona euro è infatti a dir poco drammatica e, come confermano i più grandi esperti di ecnomia e finanza globale, gli aiuti già previsti per Atene non basteranno affatto per rimettere in sesto l'economia Greca che, come fa notare l'insigne economista Hans-Werner Sinn, nei prossimi anni avrà bisogno di qualcosa come 100-120 miliardi di euro. Cifre enormi e "soldi che non rivedremo mai perchè i debitori non saranno mai in grado di ripagarli". Un aiuto a fondo perduto nei confronti di uno stato iperdebole dunque? E come la pensano i tedeschi? Dai sondaggi effettuati si può benissimo sostenere che, con quest'operazione di "salvataggio", è in gioco la credibilità dell'euro e la forza della stessa Ue. Molti tedeschi, infatti, ritengono che alla loro nazione gioverebbe un ritorno al Marco e, comunque, sono assolutamente contrari ad una politica assistenzialista nei confronti dei meno forti. Una crescente parte della popolazione, poi, teme che l'esempio della Grecia possa essere seguito da altri paesi considerati in difficoltà come il Portogallo, la Spagna ed anche l'Italia.
La situazione interna per Merkel e Schaeuble si fa dunque incredibilmente scottante e colma di baratri potenziali. Le elezioni incombono e, all'interno della stessa maggioranza, fioccano gli scontenti per il quasi si detto al piano della Bce e della Fmi. Perdere le elezioni nel Nordreno-Westfalia, in ultimo, potrebbe significare anche la retromarcia totale rispetto a tutte le scelte d'aiuto nei confronti del governo ateniese. E così, tra nostalgici della vecchia moneta e ricchi egoisti, la situazione resta abbastanza statica e preoccupa anche gli americani ed Obama in persona. Secondo quanto riferisce il portavoce della Casa Bianca, difatti, il presidente "è molto preoccupato per la situazione finanziaria della Grecia e l'amministrazione segue la vicenda da vicino".
Senza inutili catastrofismi, comunque, l'esistenza della moneta unica è messa sul serio a repetaglio e, stando ai sondaggi ed agli umori dei "cittadini" europei, a molti non dispiacerebbe un ritorno al rispettivo vecchio conio. E gli italiani? Se tornassero le lire? Per ora è un "sogno" ma, chissà, tutto potrebbe divenire realtà prima di quanto si pensi.

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di Germano Milite
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