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Il regime africano:"I raid alleati hanno ucciso 85 persone"

La Nato risponde a Tripoli:"Nessuna prova di vittime civili"

L'Alleanza Atlantica:"Attacco legittimo"

La Nato risponde a Tripoli:'Nessuna prova di vittime civili'
09/08/2011, 21:08

BRUXELLES - La Nato ha da qualche ora smentito le dichiarazioni del regime libico che parlavano di 85 vittime (tra cui ben 33 bambini) registrate a seguito del raid aereo portato  termine dalle truppe dell'Alleanza atlantica.
L'attacco aereo c'è stato nella già martoriata e semi-distrutta città di Zliten; teatro di aspri scontri tra le truppe fedeli a Gheddafi e gli insorti. Il  colonnello canadese
Roland Lavoie, portavoce  dell'operazione Unified Protector, ha però fatto sapere che, al momento, non si hanno "prove che ci siano state vittime civili".  Al contempo, l'ufficiale ha anche affermato che l'azione era "legittima" data la tipologia e l'importanza dell'obiettivo colpito. L'azione della Nato si sarebbe difatti concentrata su due fabbricati utilizzati a scopo militare della truppe del Rais per respingere gli attacchi dei ribelli. Lavoie ha inoltre precisato che "la Nato prende delle precauzioni molto serie per non colpire innocenti civili che vivono o lavorano nelle vicinanze".
Ma dal governo di Tripoli le accuse non sono state ritirate:"Il villaggio - ha assicurato il portavoce del regime, Moussa Ibrahim - è stato attaccato per permettere ai ribelli di entrare a Zliten da sud". Resta comunque difficile, se non impossibile avere un quadro chiaro della situazione in Libia. Tra le strumentalizzazioni del governo africano e le omissioni della Nato, al netto degli interessi incrociati in gioco e della difficoltà nel reperire informazioni direttamente sui luoghi degli scontri, appare difatti più che plausibile che tra le parti in guerra sia in atto anche una battaglia fatta da accuse e contro-accuse.
A mesi dal primo attacco, comunque, il regime di Gheddafi, non è stato ancora sconfitto e, anzi, le truppe ribelli cominciano a mostrare evidenti segni di cedimento fisico e psicologico. Che l'ennesima guerra per il petrolio goffamente e sfacciatamente travestita da "operazione umanitaria" sia destinata a finire con un cumulo di morti innocenti e nessun ragno (dittatore) cavato dal buco?

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di Germano Milite
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