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Restano solo i corrispondenti, ma in che situazione?

La Rai chiude la sede di New York, 38 persone licenziate


La Rai chiude la sede di New York, 38 persone licenziate
27/04/2012, 11:04

ROMA - La Rai continua a chiudere le proprie sedi all'estero. Il 12 aprile scorso è stata la volta di una delle sedi più prestigiose, se non la più prestigiosa in assoluto: quella di New York. E così 38 persone - cine operatori, tecnici, ecc. - si sono trovati in mezzo alla strada da un giorno all'altro. La cosa è stata fatta con massima discrezione, senza annunci. Esattamente come è successo per le altre sedi: Los Angeles, Montevideo (Argentina) e Canada. Ma i lavoratori non ci stanno. Per ora la loro protesta si sta esercitando attraverso il volantinaggio di un documento che descrive la loro situazione; ma questo non è che il primo passo. Il 10 maggio ci sarà una manifestazione più grande e presto verrà iniziata una causa legale contro la Tv pubblica italiana, con l'appoggio del sindacato dei lavoratori della Tv Nabet-Cwa.
Ufficialmente la motivazione è una riduzione dei costi. Ma contemporaneamente è stata scelta una soluzione molto costosa. Infatti sono rimasti quattro giornalisti - Dino Cerri (Tg1), Gerardo Greco (Tg2), Giovanna Botteri (Tg3) e Olga Cortese (Rai News24) - con parte delle attrezzature presso la Associated Press; ma i loro servizi verranno mandati con "l'intermediazione" di una società la Media Kyte. Solo una coincidenza che il proprietario sia Francesco Malatesta - dicono i lavoratori licenziati - cioè un ex dipendente della sede Rai di New York, che è sposato con una giornalista Rai, e quindi in evidente e palese conflitto di interesse?

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di Antonio Rispoli
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