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La Merkel:"Il fondo verrà implementato in ogni caso"

La Slovacchia boccia il fondo salva-stati, a breve un nuovo voto

La maggioranza slovacca divisa sul provvedimento

La Slovacchia boccia il fondo salva-stati, a breve un nuovo voto
12/10/2011, 11:10

La crisi economica e finanziaria dell’Unione europea, come riscontrato dallo stesso Trichet, ha raggiunto oramai una condizione sistemica e quindi molto radicata all’interno del vecchio continente. Per questo, il presidente uscente della Banca Centrale Europea, aveva rivolto un accorato appello alle 17 nazioni che entro oggi si sarebbero dovute pronunciare in merito all’ampliamente del fondo salva-stati. Un appello al quale ha però risposto negativamente (e per molti osservatori inaspettatamente) la Slovacchia.
Il parlamento dell’ex stato sovietico, difatti, ha bocciato la proposta d’implementazione del fondo di salvataggio ritenendo la propria cifra di partecipazione (quasi 8 miliardi di euro) eccessiva ed impossibile da racimolare in tempi brevi. I soli 55 voti favorevoli su 76 necessari , hanno dunque ribadito ancora una volta che, l’unione politica anche solo della cosiddetta “zona euro”, è ancora lontana dal realizzarsi e, anzi, mostra tutti i suoi punti deboli proprio quando si presenta la necessità di fare cerchio ed unirsi contro le contingenze negative.
Il capo del governo slovacco, Iveta Radicova, aveva deciso di porre la fiducia sul delicatissimo ed importante provvedimento. I ventidue deputati del suo partito (di centro-destra) che hanno evitato di partecipare alla votazione, hanno però di fatto negato il proprio appoggio al premier e, naturalmente, al resto dell’Europa. A questo punto Radicova si vede costretta a considerare l’ipotesi di ricorrere all’opposizione socialdemocratica per far approvare il provvedimento alla votazione successiva (prevista già per la prossima settimana). Un compromesso che potrebbe però costare caro all’attuale maggioranza: gli avversari politici dell’attuale e spaccata coalizione di centro-destra, fanno infatti sapere che l’eventuale “si” all’ampliamento del fondo salva-stati, non dovrà essere in alcun modo considerato come un segno d’apertura nei confronti della maggioranza. Anzi, il prezzo che Radicova dovrà pagare come condizione sine qua non per ottenere la fiducia, sarà quello di accettare l’ipotesi di elezioni anticipate e di rimpasto dell’esecutivo.

MERKEL: “IL FONDO VERRA’ IMPLEMENTATO ANCHE SENZA IL SOSTEGNO SLOVACCO”
A rendersi probabilmente conto dell’importanza vitale del fondo salva-stati, è proprio il paese dal quale, per ovvie ragioni, in tanti si aspettavano le maggiori resistenze. La Germania, con Angela Merkel, fa infatti sapere che l’ampliamento del fondo ci sarà in ogni caso; anche senza i 7,7 miliardi della Slovacchia. Il premier tedesco, con le dichiarazioni riportate Rainews24 solo pochi minuti fa, ha così fatto intendere anche ai suoi elettori che salvare l’euro costerà molto ma decisamente meno rispetto al default di anche un solo stato che fa parte dell’unione monetaria. Abbandonare l’euro al suo destino oggi, come ha osservato anche l’Economist, potrebbe decretare il definitivo affondamento di un continente che si trova già adesso nei guai (finanziari) fino al collo. La ricetta suggerita da molti esperti, dunque, è di sicuro amara ma necessaria e parla di tutele e fondi illimitati per gli stati insolventi e di misure adeguate per quelli non in grado di ripagare tutto il debito accumulato. La Merkel lo ha compreso, ora ci si aspetta che anche il governo Slovacco riesca a guardare più in la delle prossime elezioni.

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di Germano Milite
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