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Bolla immobiliare, crediti facili hanno determinato la crisi

La Slovenia vende il patrimonio pubblico per salvare le banche


Il premier sloveno Alenka Bratusek
Il premier sloveno Alenka Bratusek
11/05/2013, 18:25

LUBIANA (SLOVENIA) - La Slovenia si accinge a vendere una parte consistente del patrimonio pubblico, per risanare il bilancio. La decisione del governo sloveno inciderà pesantemente sull'economia, dato che verranno venduti diversi pezzi pregiati: la compagnia aerea nazionale Adria Airways, la seconda banca del Paese Nova Kreditna Banka Maribor (Nkbm), la Telecom Slovenija e altre 12 aziende pubbliche. Inoltre verrà alzata l'Iva dal 20 al 22%. 
Tutte misure tese non a salvare il Paese da un eccesso di debito pubblico, dato che esso è al 64% del Pil e un mese fa era al 54%. Ma per salvare le banche dal fallimento. Infatti la Slovenia negli ultimi anni ha creato prima una bolla immobiliare ampiamente finanziata dalle banche anche senza garanzie. Esplosa questa, dopo il crack della Lehmann Brothers e dopo che la crisi ha colpito l'Europa, sono stati concessi enormi prestiti a "manager" che erano solo uomini con buoni agganci nelle banche o con l'elite politica del Paese. Prestiti concessi sulla parola e mai restituiti. Alla fine le "sofferenze" bancarie (termine con cui si intendono i crediti che le banche non riescono a riavere) sono andate alle stelle, E quindi lo Stato ha deciso di salvarle, con denaro pubblico. 
Ma a giudicare dalle misure prese, il governo sloveno non ha imparato niente da Grecia, Cipro e Spagna. Infatti queste misure aumenteranno la crisi nel Paese, impoverendo le fasce economicamente deboli della popolazione. 

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di Antonio Rispoli
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