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Campagna razzista choc, nel mirino anche Tremonti

La Svizzera contro gli italiani: "Ci portano via il lavoro"


La Svizzera contro gli italiani: 'Ci portano via il lavoro'
28/09/2010, 18:09

BERNA - Tre topi: uno vestito da piastrellista, l’altro bardato dalla bandiera europea, ed infine l’ultimo che arraffa pezzi di formaggio da una forma di groviera. Che rappresentano un italiano, un ministro all’Economia ed un rumeno. Sembrerebbe l’inizio di una barzelletta ma in realtà c’è poco da riderci su. È da giorni ormai che questi link campeggiano sulle pagine Facebook della Svizzera. L’ultima trovata del Canton Ticino per screditare l’immagine dei nostri connazionali e di chi va a “rubare” loro il lavoro. Una campagna-choc antifrontalieri che ai più ricorderà un celebre film del 1974 (Pane e cioccolata) con Nino Manfredi nelle vesti di un cameriere italiano sfruttato e denigrato in Svizzera.
Topi da scacciare, dunque. Italiani: lavoratori che fregano posti di lavoro. Rumeni: ladri e delinquenti. Ed infine un ministro “delle cause perse”, ovvero l’italiano Giulio Tremonti.
“Noi ticinesi guadagniamo bene, però paghiamo troppe tasse – recita un messaggio che appare sul sito balairatt.ch, che poi prosegue attaccando il ministro dell’Economia – Poi ci si mette l’Italia, con quel paladino delle cause perse del ministro Tremonti che, ogni volta che non sa come raschiare il fondo del barile, fa volteggiare lo scudo fiscale e randella i suoi concittadini che hanno l’unica colpa di voler mettere al sicuro i propri soldi, affidandosi a servizi bancari efficienti e professionali”.
Il sito va giù duro anche con i frontalieri: “Stiamo arrivando a quota 45.000 frontalieri, un quarto della forza lavoro in Ticino. Significa che tutti i ticinesi potrebbero lavorare, ma non possono farlo perché muratori, operai, camerieri, impiegati, infermieri, ricercatori, professori dalla vicina Italia, sottopagati e comunque ben contenti di portarsi a casa stipendi che al loro paesello nemmeno si sognano (adesso poi che l’euro è in caduta libera…) gli portano via il posto da sotto il naso".
Il segretario nazionale dei lavoratori frontalieri della Cgil, Claudio Pozzetti, punta il dito contro Giuliano Bignasca, leader della Lega dei Ticinesi. "Ho incontrato Bignasca all'Infedele di Gad Lerner in una puntata sull'evasione fiscale - ha ricordato il sindacalista - e i frontalieri erano un corollario della trasmissione. In sintesi lui ha detto che se non si smetteva di attaccare la Svizzera, riferendosi al sistema bancario, la ritorsione sarebbe stata nei confronti di chi va a lavorare lì. E puntualmente ora viene fuori una campagna, una vergogna e una mascalzonata, che segue tutta una serie di altre iniziative".
Ma Bignasca non ci sta: "Noi non c'entriamo, al momento non siamo per un inasprimento della legislazione sui frontalieri. Per ora va bene così. Ma se la disoccupazione dovesse salire dall'attuale 4,5% al 7% allora anche loro dovranno soffrire perché la crisi dovrà essere per tutti"

(Nel riquadro la foto pubblicata dal sito 
balaieatt.ch)

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di Davide Gambardella
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