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Centinaia i sostenitori radunatisi fuori al tribunale

La Tymoshenko ai giudici:"Non mi piego, voi come la mafia"

L'ex premier rischia dai 7 ai 10 anni di carcere

La Tymoshenko ai giudici:'Non mi piego, voi come la mafia'
08/08/2011, 18:08

KIEV - L’ex premier ucraino Iulia Tymoshenko, arrestata venerdì scorso per oltraggio alla corte, è tornata quest’oggi in tribunale per rispondere all’accusa di abuso di potere. La questione risale ad un accordo siglato nel 2009 sulla fornitura di gas con la compagnia russa Gazprom. Un accordo che, per l’accusa, sarebbe risultato decisamente “svantaggioso” per l’Ucraina e sarebbe costato al paese circa 130 milioni di euro.
La leader della rivoluzione arancione esplosa nel 2004, nonostante l’arresto e i giorni di prigionia, si è dimostrata sicura e fiera ed ha lanciato ai giudici una vera e propria sfida:“Gloria all'Ucraina! - ha gridato rivolta ai magistrati che le avevano appena negato la libertà provvisoria -. Non mi piegherò davanti a voi, perché sarebbe come inginocchiarsi di fronte alla mafia. Voi non state distruggendo me, ma la giovane democrazia ucraina”. La Tymoshenko, per la quale oggi centinaia di sostenitori hanno manifestato e raccolto firme per lo scioglimento del Parlamento, era stata implacabile anche  prima di essere messa dietro le sbarre; accusando l’attuale primo ministro ucraino, Mykola Azarov, di essere un corrotto. Accuse ed insulti erano arrivati tramite Twitter anche per il giudice Kireyev; titolare del processo e descritto come una semplice marionetta manovrata magistralmente dal capo di stato Yanukovich. Come si legge testualmente anche su La Repubblica, l’ex leader ucraina è accusata “di aver imposto alla società statale Naftogaz un accordo con il colosso russo Gazprom per importazioni di gas senza il parere del governo da lei guidato. Secondo l'accusa, il prezzo concordato, 450 dollari ogni mille metri cubi, sarebbe stato penalizzante per l'Ucraina, con un danno finora di 130 milioni di euro". Ma per Iulia, che rischia dai sette ai dieci anni di galera, quello a suo carico un plateale "processo farsa" architettato da Yanukovich nell’intento di sbarazzarsi di lei in vista delle elezioni parlamentari del 2012 e delle presidenziali del 2015. Con l’eroina della rivoluzione arancione, fino ad oggi, si sono schierati anche molti paesi occidentali; definitisi preoccupati per lo stato di salute della democrazia ucraina (mal) guidata dal filo-russo Yanukovich.
Emblematico a tal proposito il comunicato diffuso dall’alto rappresentante della politica estera dell’Unione Europea, Catherine Ashton:“Gli eventi di oggi ci preoccupano sul fronte delle regole democratiche in Ucraina e, da un Paese che ambisce all'associazione politica con la Ue, ci aspettiamo standard democratici più elevati”. Inoltre al fianco della Timoshenko, si è schiarato pubblicamente anche il il patriarca della Chiesa ortodossa ucraina, Filarete. Insomma: il processo all'ex premier si preannuncia molto delicato non solo per le persone coinvolte nello stesso ma per tutto il governo di Kiev.

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di Germano Milite
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