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Il giornalista avrà diritto ad un risarcimento economico

La Ue dà ragione a Balpietro, no al carcere per diffamazione

Carcere solo quando la stampa incita violenza

Nella foto il giornalista Maurizio Belpietro
Nella foto il giornalista Maurizio Belpietro
24/09/2013, 14:25

BRUXELLES -   L'ex direttore del Giornale Maurizio Belpietro ha avuto ragione. La Corte europea dei diritti dell'Uomo di Strasburgo si è espressa sulla condanna per diffamazione relativa alla pubblicazione di un articolo di Raffaele Iannuzzi sui magistrati antimafia del  2004; inizialmente la pena  fissata dalla Corte di Appello di Milano per il direttore fu di  4 anni di prigione. Pena successivamente  sospesa. Così motivano la sentenza i giudici di Strasburgo:  e' vero che devono essere i giudici nazionali a decidere le pene, ma la detenzione e' incompatibile con la libertà  di stampa salvo in casi eccezionali, per esempio quando la stampa incita alla violenza. In tutti gli altri casi, come quello su cui Belpietro ha presentato ricorso, la condanna al carcere rappresenta una violazione dell'articolo 10 della Convenzione europea per i diritti dell'Uomo, che garantisce la libertà  di espressione dei giornalisti. Ora Belpietro avrà diritto a un risarcimento di 10 mila euro per danni non pecuniari e di 5 mila euro per le spese legali.  

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di Rosario Scavetta
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