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Il premier Boris Johnson rischia di essere messo all'angolo

La Ue pronta a concedere un rinvio per la Brexit, ma i cittadini vogliono il referendum


La Ue pronta a concedere un rinvio per la Brexit, ma i cittadini vogliono il referendum
21/10/2019, 11:31

LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Dire la che Brexit sta diventando un caos completo rischia ormai di essere un eufemismo. In questo momento ci sono almeno quattro possibilità aperte sul tavolo. La prima possibilità è quella voluta dal premier Boris Johnson, di uscire subito, il 31 ottobre, senza ottenere altri rinvii e senza alcun accordo. E in questo senso i ministri stanno dando forza all'idea di avviare la cosiddetta "Operazione Yellowhammer", cioè le misure tese ad evitare disordini tra la popolazione in caso di Brexit senza accordo. La seconda possibilità è quella legata alla lettera (anzi, le lettere: una con richiesta di rinvio non firmata e l'altra firmata ma senza richiesta esplicita di un rinvio) inviata alla Ue, in cui il premier chiede un rinvio della Brexit per procedere agli accordi commerciali, previsti dall'emendamento Letwin, che devono precedere l'ok del Parlamento britannico sulla Brexit. La terza possibilità è quella di un rinvio concesso dalla Ue fino a febbraio 2020, se il premier britannico dimostrasse di aver bisogno di un po' di tempo per convincere il Parlamento. Il problema è che Boris Johnson non ha una maggioranza e difficilmente potrà trovarla nei prossimi quattro mesi. 

L'ultima possibilità è quella chiesta dai cittadini che ieri sono scesi in strada per protestare contro la Brexit e chiedere un nuovo referendum. Possibilità che a questo punto ha anche il sostegno (tardivo? ndr) del leader dell'opposizione Jeremy Corbyn. E i sondaggi confermano che oggi un nuovo referendum vedrebbe la vittoria dei no con almeno il 60% dei voti. Cosa farà Boris Johnson in mezzo a questa situazione? Domanda non peregrina per chi ha perso consensi sia nel Paese che nel Parlamento. 

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di Antonio Rispoli
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