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Cicchitto: “Tutelare i nostri interessi economici”

La vicenda libica ci riguarda di persona

Bersani: “Il Governo sta stracciando la nostra dignità”

La vicenda libica ci riguarda di persona
22/02/2011, 10:02

Contestazione e rivolta: così si presenta la situazione in Libia dopo l’inizio delle proteste senza precedenti contro il regime del colonnello Gheddafi, al potere da oltre 40 anni. L’esplosione libica ci riguarda forse in prima persona. In nome del “Trattato di amicizia” tra Italia e Libia, che regola anche il controllo dei flussi migratori, firmato nell’agosto 2008. L’accordo di Bengasi stabiliva che l’Italia avrebbe realizzato in Libia infrastrutture di base per un importo di cinque miliardi di dollari americani all’anno per venti anni. In compenso la Libia si impegnava a concedere visti di ingresso ai cittadini espulsi in passato, a controllare strettamente i flussi dell’immigrazione, a concedere all’Italia l’accesso alle risorse naturali libiche. Ma in che modo l’Italia guarda ciò che in Libia si sta verificando? Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, “segue con estrema attenzione e preoccupazione l’evolversi della situazione in Libia e si tiene in stretto contatto con tutti i principali partner nazionali e internazionali per fronteggiare qualsiasi emergenza”. Berlusconi, dunque, si dice allarmato per l’aggravarsi degli scontri e “per l’uso della violenza sulla popolazione civile”, auspicando qualsiasi tipo di sforzo necessario dell’Unione europea e della Comunità Internazionale, affinchè si possa evitare che la crisi libica degeneri in una guerra civile, favorendo invece una soluzione pacifica che tuteli la sicurezza dei cittadini, come l’integrità e la stabilità del Paese. A spostare l’attenzione sull’aspetto economico che riguarda il nostro paese è il capogruppo Pdl alla Camera. “Nella vicenda libica occorre un grande senso dell’equilibrio: da un lato appoggiare la richiesta dei diritti di libertà individuale e collettiva, dall’altro tutelare i nostri interessi economici, ed evitare ingerenze in una situazione in cui la totale destabilizzazione potrebbe avere conseguenze assai serie per il nostro Paese”: è quanto dichiara, infatti, Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera. Per l’opposizione, invece, il governo italiano preferisce tacere sulla vicenda libica. “Il Governo Berlusconi tace perchè non può parlare, perché è compromesso in un modo incredibile e sta stracciando anche la nostra dignità”. È questo il commento del segretario del Partito democratico, Pierluigi Bersani. “Vogliamo ricordare non tanto tempo fa - ha sottolineato Bersani - una scena in una caserma dei Carabinieri con Gheddafi che ci dettava il compito. A questo - ha spiegato ancora Bersani - ha portato un ‘ghe pensi mi’ che, trasferito in politica estera, è un rapporto personalistico con dittatori e persone autoritarie”. Infine Bersani ha auspicato che “si fermi la repressione, si finisca col sangue che genera altro sangue, e si metta in moto una transizione verso un sistema più partecipato”.

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di Antonio Formisano
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