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Lapidazione Sakineh, la verità oltre la strumentalizzazione


Lapidazione Sakineh, la verità oltre la strumentalizzazione
06/09/2010, 11:09

Nel mondo globalizzato del web ed in particolare in quello occidentale, sempre più spesso, risulta molto difficile diffondere un tipo d'informazione libera da catene ideologiche e da messaggi incredibilmente fuorvianti. Questa talvolta enorme difficoltà comunicativa si riscontra perchè, per quanto se ne dica, il web in occidente è fortunatamente libero ed anarchico ed ognuno, dall'affermato e competente giornalista al bloggher fanatico e paranoico, può diffondere la propria versione dei fatti.
E così capita di essere costretti a leggere le analisi incredibilmente faziose del filo-americano convinto e di colui che, al contrario, pur comprando/utilizzando vestiti americani, cibo americano, pc americani, software americani, auto americane, cellulari americani e via discorrendo, gioca al piccolo anti-occidentale dal proprio pulcioso salottino finto-progressista e vede complotti masso-giudaico-plutonico-rettiliani in tutto ciò che accade nel mondo orientale e mediorientale.
Per questi individui dal cervellino imbevuto fino all'inverosimile di anti-propaganda e di accettazione acritica del pensiero critico, dunque, gli States e tutto l'occidente rivestono il ruolo di "cattivi" assoluti e biechi imperialisti senza scrupoli, mentre, il resto del globo, anche se governato da orribili dittature militari e/o teocratiche e schiavo di fondamentalismi religiosi, recita la parte del "debole" ed eroico oppositore del gigante capitalista.
Un caso eclatante di effettiva strumentalizzazione filo-occidentale ed anti-iraniana che tiene banco soprattutto tra i numerosi attivisti da tastiera e detective improvvisati che bazzicano sul web  è quello collegato alla lapidazione di 
Sakineh Mohammadi Ashtiani; donna iraniana che rischia un'esecuzione barbara ed atroce poichè condannata per adulterio.
Ora, come dicevamo pocanzi, che sul caso di questa donna sia scattata una frenesia propagandastica anti-iraniana è innegabile e palese. Così come è palese che è giusto sottolineare con insistenza tale aspetto. Ciò che però risulta non solo ingiusto ma anche clamorosamente ridicolo e sintomo di scarsa sensibilità è lasciarsi andare ad un tipo di anti-propaganda a difesa dell'Iran che risulta più faziosa ed odiosa della propaganda stessa che si vorrebbe combattere.
La prima notizia distorta, infatti, riguarda la presunta accusa di concorso in omicidio che penderebbe sulla donna. Questo aspetto, per i trinariciuti filo-islamici per atteggiamento più che per cognizione di causa, giustificherebbe in buona parte la lapidazione e, al contempo, renderebbe identiche la dittatura teocratica al sistema democratico (molto difettoso) americano.
Punto primo: di questa accusa non si hanno assolutamente notizie certe e, l'unica a parlarne dietro la ripetuta e credibilissima minaccia di morte, è stata la stessa Sakineh. Alla donna, difatti, è stata estorta con violenze e minacce una pseudo-confessione di complicità nell'esecuzione dell'ex marito.
Punto secondo: si tratta di un'accusa e non di una condanna definitiva (ma in nome dell'antiamericanismo si giustifica ogni più becera forma di giustizialismo). Accusa tra l'altro non supportata da prove, processi, testimonianze ecc .
Insomma: i grandi propositori di una democrazia perfetta, accettano di giustificare la morte di una donna per lapidazione; prendendo come assoltamente vere dicerie, dogmi e voci provenienti da posti che probabilmente non hanno nemmeno mai visitato e frutto di regimi totalitari dei quali, nella migliore delle ipotesi, hanno letto solo sui libri o su qualche blog finto-alternativo. Altro ragionamento molto utilizzato da queste persone sfornite di libertà ed onestà intellettuale, poi, rappresenta il parallelismo-similiturdine tra una dittatura teocratica mediorientale ed il sistema democratico degli Usa; asserendo addirittura che negli States le condanne per pena di morte passano sotto silenzio e vengono unanimamente accettata dalla popolazione. Un tipo di affermazione che lascia sgomento chiunque conosca gli Stati Uniti e le innumerevoli manifestazioni ed associazioni anti pena-capitale che sono attive sul territorio praticamente ogni giorno. Paragonare la condanna a morte per adulterio dovuta a medioevali dogmi religiosi (adducendo ad un presunto concorso in omicidio di cui si hanno notizie confuse e parziali) alle condanne di matrice americana è semplicemente folle e rappresenta un pericoloso distaccamento dalla realtà; oltre all'incapacità di leggere con vero piglio critico determinati accadimenti.
Concludendo, infatti, non si può non restare colpiti dall'enorme riscontro mediatico fornito ad una vicenda giudiziaria che, per quanto barbara e scandalosa, è purtroppo fin troppo diffusa in determinati paesi. Al contempo, quindi, è inevitabile (e doveroso) notare una effettiva volontà di propaganda anti-iraniana da parte delle potenze occidentali. Il punto, però, è che non è sminuendo o addirittura giustificando la lapidazione di Sakineh che si spinge il popolo bue a risvegliarsi e a ragionare-valutare in maniera autonoma ciò che di controverso accade nel mondo. Non è facendo classifiche tra battaglie per i diritti civili di serie A e serie B che si costruisce quella democrazia meno imperfetta che tutti i sani di mente auspicano. Chi non la pensa così, dovrebbe immediatamente abbandonare le panciute e comode abitudini occidentali e trasferirsi sotto qualche regime talebano o magari proprio in Iran. Così, almeno, al suo ritorno nella tanto odiata patria potrà parlare di "dittatura", "censura" e via dicendo in maniera consapevole e più credibile.
In caso contrario, queste persone, non si dimostreranno meno pecore delle altre pecore dalle quali tentano pateticamente e nevrastenicamente di differenziarsi. Per capire il mondo non basta prendere lavagna e gesso e  tracciare una linea di divisione tra i "buoni" a sinistra e i "cattivi" a destra come si faceva alle elementari. A 8 anni gli insegnanti ci chiedevano di farlo per tenerci occupati mentre si fumavano una sigaretta o prendevano un caffe. Continuare a con questo gioco superata la pre-adolescenza, però, è sinonimo di grande ignoranza e scarsissima capacità critica reale.

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di Germano Milite
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