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Il mondo arabo è in protesta. Gli Usa corrono ai ripari

L’autore del film anti-Islam ha un volto: è Nakoula Basseley

L’uomo, cristiano copto di Los Angeles, è sotto protezione

L’autore del film anti-Islam ha un volto: è Nakoula Basseley
14/09/2012, 10:05

NEW YORK - Ha un volto e un nome il regista del film “Innocence of Muslims”, la pellicola che, ridicolizzando il Profeta Maometto, ha scatenato la rabbia anti Usa in Medio oriente. Le ricerche degli investigatori americani, infatti, hanno scoperto che dietro la falsa identità di Sam Bacile si nasconde il volto di Nakoula Basseley. L’uomo, 55enne e cristiano copto residente a Los Angeles, è già conosciuto alle autorità giudiziarie, in quanto condannato per frode bancaria nel 2010. Una volta identificato, l’autore del famoso film blasfemo su Maometto, colui che ha innescato manifestazioni in molti Paesi musulmani e causato l’uccisione dell’ambasciatore Usa in Libia, Chris Stevens, è stato sottoposto alla protezione della polizia di Los Angeles. Alcuni funzionari dell’amministrazione Usa, sotto copertura di anonimato, avrebbero raccontato come Nakoula Basseley, attualmente nascosto in un luogo segreto, abbia già ammesso di aver finanziato il film, negando però di esserne il regista: un aspetto, quest’ultimo, non ancora chiarito del tutto, e sula quale gli investigatori mantengono il riserbo.

Intanto, è allerta ai massimi ai livelli per l’ondata di protesta anti Usa. Le ambasciate americane di mezzo mondo sono sotto assedio. Gli Stati Uniti, infatti, restano nel mirino delle proteste contro il film su Maometto, considerato oltraggioso per l’Islam. E dopo il tragico assalto di martedì sera al consolato Usa di Bengasi, in cui l’ambasciatore Chris Stevens e altri tre americani hanno perso la vita, l’amministrazione Obama corre ai ripari: da un lato Washington cerca di placare gli animi e di non pregiudicare i suoi rapporti con i Paesi musulmani condannando il video, dall’altro decide di rafforzare la propria sicurezza nella regione, spostando due navi da guerra verso le coste libiche. E, mentre da più parti si levano voci a difesa della figura del Profeta, anche il segretario di Stato Hillary Clinton corre ai ripari, affermando che il governo degli Stati Uniti non ha nulla a che vedere con il video, e definendolo “disgustoso, deplorevole” e ideato con l’unico scopo di “denigrare una grande religione”.

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di Redazione
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