Dal mondo / America

Commenta Stampa

Quelle attuali non sarebbero efficaci contro l'Iran

L'aviazione Usa chiede 82 milioni per la bomba anti-bunker


L'aviazione Usa chiede 82 milioni per la bomba anti-bunker
29/01/2012, 19:01

WASHINGTON (USA) - Non bastano i 335 milioni di dollari già spesi per la creazione della GBU-28, una bomba sganciata da un aereo e capace di perforare una protezione di diversi metri di spessore. Da quando si è saputo che l'Iran ha costruito degli impianti per l'arricchimento dell'uranio che si trovano in una montagna, a Fodrow; e una montagna è decisamente più resistente di quello che può creare la mano umana. Per questo il Pentagono ha chiesto un ulteriore finanziamento di 82 milioni di dollari, per potenziare la bomba. Nelle intenzioni americane, dovrebbero essere caricare sui bombardieri invisibili B-2 Spirits ed usate per distruggere gli impianti nucleari su territorio iraniano. Partendo dal territorio iracheno o afgano (ma anche dalla base sull'isola di Diego Garcia, grazie ai rifornimenti aerei) sfrutterebbero la loro invisibilità radar e agli infrarossi per entrare inosservati e colpire senza alcuna reazione iraniana.
Un piano su cui gli stessi israeliani pare abbiano dato parere negativo, in assenza di un'arma in grado di perforare un tunnel costruito da esperti (anche la Corea del Nord ha collaborato; e in quel Paese l'esperienza per costruire bunker e gallerie è enorme). Tanto che si fa strada una diversa idea: un attacco sferrato da più aerei con bombe più piccole e mirate agli ingressi del bunker: non distruggerebbero nulla, ma impedirebbero l'accesso e l'uscita delle persone. Resta il problema: come giustificare un simile attacco, soprattutto adesso che l'Iran ha concesso agli ispettori Aiea l'accesso al loro territorio?

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©