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A rivelarlo una ricerca del Cabi Africa

Le migrazioni degli animali in Africa minacciate da erba-killer


Le migrazioni degli animali in Africa minacciate da erba-killer
06/12/2010, 09:12

BRUXELLES - I gioielli delle riserve del Serengeti e del Masai Mara, che ospitano la più grande migrazione di animali del Pianeta, sono sotto attacco. A minacciare questi tesori della natura è un'erbaccia velenosa proveniente dall'America centrale, nota come Parthenium Hysterophorus. Se incontrollata, potrebbe mettere in pericolo la migrazione di animali, con lo spettacolo annuale del passaggio di un milione e mezzo di gnu, mezzo milione di gazzelle di Thomson e 200mila zebre. Gli ecosistemi del Serengeti e del Masai Mara ospitano circa 70 specie di grandi mammiferi e circa 500 diverse specie di uccelli, in habitat diversi che vanno dalle foreste fluviali, fino a paludi, boschi e praterie. "Sebbene questa erbaccia sembri del tutto benigna - spiega Arne Witt, ricercatore del Cabi Africa - pone probabilmente una delle minacce più serie agli ecosistemi, già alle prese con il bracconaggio, il cambio di destinazione d'uso delle terre, malattie e incendi incontrollati. Dalla nostra ricerca emerge che le condizioni del Serengeti sono particolarmente favorevoli per questa pianta, quindi dobbiamo esserne molto preoccupati". Parthenium ha conquistato la sua notorietà in Australia, India ed Etiopia, dove è stata introdotta accidentalmente, con conseguenze disastrose. Quest'erbaccia, che può crescere in 4-6 settimane e può produrre fra i 10mila e i 25mila semi, produce sostanze chimiche che inibiscono lo sviluppo di altre piante. Questo significa che invade il pascolo naturale e può ridurre il foraggio disponibile, fino al 90% della quantità che gli animali sono abituati a trovare. Può ridurre la crescita di cereali come il sorgo fino al 97%. Oltre ad essere tossica per gli animali, la pianta pone problemi anche alla salute degli esseri umani, provocando dermatiti e problemi respiratori causati dal polline. "Se non parte subito un'azione per sradicarla, - afferma Geoffrey Howard, dell'Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn) - non è irrealistico aspettarci, nella riserva del Masai Mara, una drastica riduzione nelle popolazioni degli animali selvatici a lungo termine, dal momento che il partenio, una specie invasiva, si diffonde rapidamente".

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di Redazione
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