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Il Paese mediorientale sposta il suo baricentro in Asia

Le sanzioni contro l'Iran danneggiano l'Europa


Le sanzioni contro l'Iran danneggiano l'Europa
09/05/2012, 10:05

TEHERAN (IRAN) - Su un quotidiano austriaco, il Wiener Zeitung, è comparsa una intervista all'incaricato di affari iraniano in Austria, Nasser Keikhaei. All'interno un passaggio è dedicato alle sanzioni che l'Europa ha cominciato ad applicare all'Iran e che dovrebbero portare a poco a poco al divieto di esportare in quel Paese e di comprarvi il petrolio. E il diplomatico ha risposto chiaramente: parte dell'aumento della disoccupazione europea registrato a marzo dipende proprio dal fatto che non si esporta più in Iran.
Naturalmente si può pensare che siano dichiarazioni interessate, quindi da non prendere per oro colato. Ed in effetti è vero che, con la crisi che sta attraversando l'Europa, è difficile dire quanto conti. Quello che è certo, è stato che si è perso un mercato da 75-80 milioni di persone, cioè un mercato delle dimensioni di quello tedesco. Qualcuno penserà: "Va bene, ne siamo rimasti danneggiati, ma anche l'Iran ne ha subito un danno". Non è esatto. Infatti l'Iran può comprare quello che gli serve in Cina e nell'est dell'Asia. E nell'est dell'Asia, soprattutto in CIna ed India, sta vendendo quantità maggiori di petrolio, rifacendosi di quello che non può più esportare in Europa.
Insomma, questa volta l'Europa, per eseguire gli ordini degli Stati Uniti, ha fatto come il marito cornuto, che per far dispettò alla moglie se lo tagliò.

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di Antonio Rispoli
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