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Chiedono le dimissioni di Saleh, da 32 anni al potere

L'effetto Tunisia contagia anche lo Yemen


L'effetto Tunisia contagia anche lo Yemen
28/01/2011, 08:01

SANA'A (YEMEN) - Mentre l' "effetto Tunisia" continua a contagiare altri Paesi africani, dove già sono scoppiate rivolte (Algeria ed Egitto) o si teme che la situazione precipiti a breve (Marocco, Etiopia e Libia), le proteste sono dilagate anche nello Yemen, il più povero dei Paesi arabi.
Più di sedicimila persone sono scese in piazza nella capitale Sana'a e in altre città per chiedere le dimissioni del presidente Ali Abdullah Saleh. Il leader del più povero dei Paesi arabi è salito al potere nel 1978, 32 anni fa, ed è stato l'unico presidente del nuovo Yemen, nato nel 1990 dall'unificazione tra Yemen del Nord e del Sud. Costantemente impegnato a proteggere la repubblica (l'unica repubblica della penisola araba) dalla minaccia del terrorismo, Saleh, evidentemente, non è riuscito a gestire al meglio la complessa situazione economica del Paese. I dati statistici mostrano come attualmente nello Yemen il tasso di disoccupazione abbia raggiunto il 35%, con un'inflazione del 12%. Quasi la metà degli yemeniti vivono con meno di due dollari al giorno.
Stanchi di un regime che non ha tenuto fede alle promesse di riforma, gli yemeniti gridano "Vogliamo la nostra Tunisia!". Saleh, ormai 64enne, non seguirà l'esempio dell'esilio di Ben Alì; eppure, preoccupato per gli avvenimenti degli ultimi giorni, ha dichiarato che alle prossime elezioni non presenterà nuovamente la sua candidatura. Inoltre, ha incrementato gli stipendi dei funzionari pubblici.
Intanto il timore delle proteste dilaga anche in Siria . Le autorità siriane hanno bloccato l'accesso a Facebook, anche tramite telefono cellulare, temendo che anche lì le folle possano utilizzare il social network per organizzare manifestazioni antigovernative, proprio come è accaduto in Tunisia e in Egitto.

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di Vanessa Ioannou
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