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Legge choc dell'Europa: cani randagi da usare per la vivisezione


Legge choc dell'Europa: cani randagi da usare per la vivisezione
09/09/2010, 09:09

BRUXELLES (BELGIO) - Una direttiva terribilmente crudele è stata adottata mercoledì dall'Europarlamento: all'articolo 11, essa prevede che possano essere utilizzati per la vivisezione ed altre sperimentazioni crudeli animali di affezione, come cani e gatti randagi, ma anche delle scimmie. Eppure la direttiva nasceva con un nobile principio: ridurre al minimo l'uso della sperimentazione animale, pratica sempre più diffusa, ma che infligge alle cavie di laboratorio sofferenze inimmaginabili, dato che essere vengono gravemente ferite e torturate, per poter simulare malattie che non hanno; oppure si verifica su di loro la tossicità di questo o quel prodotto. Ma di questo principio è rimasta qualche vaga raccomandazione e qualche dichiarazione di principio. Le norme vere sono andate nel senso opposto, come dimostra il famigerato articolo 11. Michela Kuan, della Lega Antivivisezione, sintetizza così l'effetto della legge: "Si lascia la porta aperta all'uso di animali in via di estinzione, alla cattura di scimmie allo stato selvatico, alla possibilità di effettuare in deroga procedure che comportino alti e prolungati livelli di dolore, all'uso di cani e gatti randagi, all'utilizzo delle cavie per più esperimenti".
In Europa ogni anno vengono utilizzati oltre 12 milioni di animali per questi esperimenti. Che cosa succederà con questa direttiva? Secondo il Presidente di Farmindustria, Sergio Dompè, si andrà verso una riduzione del numero di animali, perchè la direttiva raccomanda l'uso di metodi alternativi. Di parere opposto la deputata del Pdl Gabriela Giammanco: "La direttiva va a favore degli interessi delle industrie farmaceutiche e amplia la soglia di dolore per gli animali, in particolare cani, gatti e primati. Mi auguro che il nostro Paese recepisca in modo restrittivo quest'assurda direttiva".
Da questo punto di vista, c'è stata già l'assicurazione del sottosegretario alla Salute Francesca Martini: "Credo che l'Europa potrà dichiararsi un luogo civile quando saremo riusciti ad evitare la sofferenza di animali senzienti nei laboratori di ricerca. E da questo punto di vista la direttiva è assai poco incisiva. In Italia comunque siamo un passo avanti e non intendiamo certo tornare indietro: non consentiremo la sperimentazione su cani e gatti".

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di Antonio Rispoli
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