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Rientra nell'embargo disposto unilateralmente dagli Usa

L'Eni cede alle minacce Usa: stop delle attività in Iran


L'Eni cede alle minacce Usa: stop delle attività in Iran
01/10/2010, 10:10

TEHERAN (IRAN) - Alla fine Anche l'Eni e altre tre società petrolifere europee - la francese Total, la norvegese Statoil e l'olandese Shell - hanno piegato la testa agli ordini provenienti da Washington e hanno deciso di abbandonare i progetti in corso in Iran. L'ha annunciato il sottosegretario agli Esteri statunitense James Steinberg: "Ho il piacere di annunciare che le società petrolifere europee hanno accettato di ridurre o interrompere i loro rapporti d'affari con l'Iran, nell'ambito delle sanzioni che l'Occidente ha imposto a Teheran per bloccare il suo programma atomico". In realtà non sono sanzioni imposte dall'Occidente, ma solo dagli Usa, unilateralmente. In particolare l'amministrazione Obama ha deciso di colpire la popolazione iraniana sull'approvvigionamento dei sottoprodotti raffinati del petrolio, approfittando del fatto che l'Iran, pur essendo uno dei più grandi produttori di petrolio, non ha mai avuto grossi impianti di raffinazione.
I quattro gruppi si trincerano dietro i rituali "no comment", ma a mezza bocca ammettono che è vero. Ma si sa che questo è dovuto anche al fatto che gli Usa hanno minacciato questi gruppi di ritorsioni economiche se non avessero aderito ai voleri dell'amministrazione americana.
La scusa utilizzata dal governo americano è che vogliono costringere l'Iran ad abbandonare il suo programma nucleare; ma in realtà è solo una delle tante provocazioni contro il governo e la popolazione iraniana, come la vicenda delle falsità su Sakineh Mohammadi Ashtoni ed altre cose del genere

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di Antonio Rispoli
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