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Per l'Italia significherebbe il 13% di greggio in meno

L'Europa pronta all'embargo contro il petrolio iraniano


L'Europa pronta all'embargo contro il petrolio iraniano
05/01/2012, 15:01

TEHERAN (IRAN) - Alla fine, ubbidiente, l'Unione Europea si accoda agli Usa e dà il proprio ok all'embargo sul petrolio iraniano. In pratica i Paesi europei non compreranno più petrolio iraniano nè venderanno loro derivati del petrolio, finchè il Paese islamico non rinuncerà al proprio programma nucleare civile. Una scelta molto pesante per l'Italia, che importa il 13% del greggio consumato nel nostro Paese; meno per gli altri, nessuno dei quali supera il 5%. Tuttavia l'embargo sarà progressivo, per consentire ai Paesi europei di trovare altri fornitori che coprano la parte di greggio mancante.
Tuttavia il governo iraniano non si mostra preoccupato. In una serie di interviste i ministri del governo Ahmadinejad hanno assicurato che questo embargo (che riguarda il 40% del petrolio esportato) sarà vanificato dall'aumento di vendite ottenuto in Cina e verso l'Africa, due zone dove la richiesta di petrolio è sempre in aumento.
Ma c'è sicurezza che l'Europa possa permetterselo? Il rischio è che questa scelta porti ad una eccessiva scarsità di petrolio nel Vecchio Continente, il che porterà ad un aumento del prezzo del petrolio. Ma noi cittadini siamo disposti a finanziare questa guerra (per il momento solo economica)?

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di Antonio Rispoli
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